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Stele di Vado all'Arancio

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Stele di Vado all'Arancio.jpg

La stele di Vado all'Arancio

La stele di Vado all'Arancio è un antico manufatto preistorico rinvenuto nell'omonima località nei pressi di Cura Nuova, nel comune di Massa Marittima.

È oggi esposta nel museo archeologico di Massa Marittima.

Storia Modifica

L'antico manufatto, databile al periodo dell'eneolitico (III millennio a.C.) è stato rinvenuto nel 1955 presso il podere Vado all'Arancio nelle vicinanze di Cura Nuova dall'agricoltore Donato Arzilli duranti alcuni lavori di aratura e trebbiatura. L'agricoltore, pur rimanendo colpito dalla statuetta, non ne comprese subito il valore, ma decise comunque di conservarla: la stele finì per anni custodita all'interno di un pollaio, dove le galline la utilizzavano per affilarvi il becco.

Notata fortuitamente dal falegname Sergio Bucci negli anni settanta, dopo averne parlato con Arzilli, la stele fu consegnata al museo archeologico, dove fu possibile constatare con certezza il grande ritrovamento. Da allora la stele è divenuta il simbolo del museo, nonché pezzo più importante e maggiore attrazione.

Descrizione Modifica

La stele, o più propriamente statua-stele o menhir (lunga pietra), in pietra arenaria, rappresenta una figura antropomorfa stilizzata della quale si possono riconoscere gli occhi ed il naso (disposti a T) e le due braccia quasi conserte all'altezza dello stomaco. Non essendovi altri particolari, non è dato sapere se la statua intendesse rappresentare una figura maschile o femminile.

La realizzazione di statue-steli era una pratica molto frequente nel lungo periodo tra la fine del IV e tutto il III millennio a.C., arrivando talvolta anche all'età del Ferro. Questo è stato dimostrato da numerosi ritrovamenti in tutta Europa (più di settecento) che testimoniano la pratica in luoghi anche isolati e completamente distanti gli uni dagli altri: sulle Alpi sono state rinvenute circa centocinquanta steli, quaranta in Bulgaria, sessanta in Romania, circa centosettanta in Ucraina, una trentina sul Caucaso, altre cinquanta tra Crimea e Moldavia e una decina in Germania. In Italia se ne contano numerose in Puglia (circa trenta), in Sardegna e nell'area del Mediterraneo (circa settanta) e soprattutto in Lunigiana, tra Toscana e Liguria, dove sono state ritrovate nella stessa area geografica ben sessantatré statue-steli. Ciò che rende rilevante la stele di Vado all'Arancio è proprio la sua unicità, in quanto unico caso isolato di statua-stele in Toscana, al di fuori dell'area della Lunigiana.

La funzione di tali statue, tuttavia, rimane un argomento non chiaro e di difficile risoluzione. C'è chi pensa a pratiche funerarie, religiose o di superstizione, ma rimane comunque impossibile offrire una spiegazione univoca.

Bibliografia Modifica

  • Andrea Semplici, La Maremma dei musei. Viaggio emozionale nell'arte, la storia, la natura, le tradizioni del territorio grossetano, Edizioni Effigi, Arcidosso, 2012, pp. 17-18.

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