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Santa Fiora
comune

Altitudine

687 m s.l.m.

Superficie

62,91 km²

Abitanti

2.641 (31-1-2013)

Nome abitanti

santafioresi o ciacciai

Coordinate

42°49′55″N 11°35′07″E

Codice postale

58037

Prefisso telefonico

0564

Santa Fiora è un comune di 2.641 abitanti[1] della provincia di Grosseto.

Geografia fisica Modifica

Territorio Modifica

Il territorio comunale si estende per quasi 63 km² nell'area del Monte Amiata, sviluppandosi tra quote collinari e montuose. Confina a nord con il comune di Castel del Piano, a est con i comuni di Abbadia San Salvatore e Piancastagnaio e la provincia di Siena, a sud-est con il comune di Castell'Azzara, a sud con il comune di Semproniano, a sud-ovest con il comune di Roccalbegna e a nord-ovest con il comune di Arcidosso.

La località è stata l'epicentro di due terremoti: il 17 dicembre 1902 l'evento sismico raggiunse la magnitudo 5,03 della Scala Richter e il VI-VII grado della Scala Mercalli, mentre il 12 febbraio 1905 l'evento fu meno forte, facendo segnare la magnitudo 4.83 della Scala Richter e il VI grado della Scala Mercalli.

  • Classificazione sismica: zona 2 (sismicità medio-alta), ordinanza PCM 3274 del 20/03/2003

Clima Modifica

I 2269 gradi giorno che si registrano nel centro di Santa Fiora includono il territorio comunale in zona E, consentendo l'accensione degli impianti di riscaldamento nel periodo 15 ottobre-15 aprile per un massimo di 14 ore giornaliere. In base ai dati medi disponibili per il trentennio 1951-1980 per l'unica stazione meteorologica situata all'interno del territorio comunale, la temperatura media annua si aggira sui +12,1 °C ai 687 metri s.l.m. di Santa Fiora, mentre le precipitazioni medie annue risultano abbondanti con 1.469 mm per la medesima località, valori non dissimili alle zone circostanti per la presenza del massiccio montuoso del Monte Amiata che tende a causare effetto stau, oltre ad incrementare l'attività temporalesca termo-convettiva durante i mesi più caldi.

  • Classificazione climatica: zona E, 2269 GG
  • Diffusività atmosferica: media, Ibimet CNR 2002

Storia Modifica

Citata per la prima volta in un documento dell'anno 890, Santa Fiora è ricordata come villa con oltre cento poderi nel 1082 e come castello nel 1141, detto di Santa Flore. Dominio storico dei conti Aldobrandeschi, fu sede della contea assegnata ad Ildebrandino di Bonifacio nel 1274, quando il territorio aldobrandesco fu diviso nei due rami di Santa Fiora e Sovana: l'area della contea di Santa Fiora comprendeva anche i territori di Arcidosso, Castel del Piano, Roccastrada, Castiglione d'Orcia, Semproniano e Selvena. Nel corso del XIII secolo, Santa Fiora divenne uno dei centri più importanti della Toscana meridionale, fulcro della resistenza ghibellina al governo di Siena, arrivando a mettersi in opposizione ad Abbadia San Salvatore, che ormai da secoli dominava l'area del Monte Amiata. Celebre è il verso «e vedrai Santafior com'è oscura» del VI canto del Purgatorio, dove la località è citata da Dante proprio per la sua appartenenza ghibellina.

Nel corso del XIV secolo, la città iniziò a cadere sotto l'influsso di Siena, perdendo i castelli di Arcidosso e Castel del Piano, conquistati da Guidoriccio da Fogliano nel 1331, e finendo occupata temporaneamente dai senesi negli anni tra il 1380 e il 1384, anni in cui si assisté alla distruzione dei palazzi comitali ed alla costruzione di una nuova rocca. Alla fine del XIV secolo la contea, fortemente indebolita, rimaneva in possesso solo dei castelli di Santa Fiora, Castell'Azzara e Scansano.

Con la fine degli Aldobrandeschi, nel 1439 il territorio della contea passò alla famiglia Sforza in virtù del matrimonio tra Cecilia Aldobrandeschi, figlia dell'ultimo conte della casata, Guido, e Bosio Sforza, nato a Montegiovi da Muzio Sforza e Antonia Salimbeni. Il figlio di Bosio, Guido Sforza, governò la contea tentando di riportare Santa Fiora agli antichi fasti: arricchì la città con opere d'arte di grande valore, come le terracotte di Andrea della Robbia della pieve delle Sante Flora e Lucilla; fece costruire eleganti palazzi nobiliari e opere pubbliche come la Peschiera; ospitò più volte papa Pio II Piccolomini legando rapporti con il papato (sposò anche la nipote di Alessandro Farnese, futuro Paolo III); difese Santa Fiora dal tentativo di invasione delle truppe del duca Valentino Borgia; infine, entrò nella leggenda e nel folclore locale per aver ucciso un "drago" che infestava quei territori, il cui teschio è oggi conservato nel convento della Selva. Nel corso degli anni gli Sforza, dal XVII secolo uniti con i Cesarini, interessati più ai legami con Roma che all'antica capitale della contea, lasciarono Santa Fiora nelle mani di alcuni vicari, tra i quali sono da ricordare soprattutto i Luciani. Infine, nel 1624, la conta fu annessa al Granducato di Toscana.

Santa Fiora conobbe una certa ripresa economica tra il XIX e il XX secolo, quando si affermò importante centro minerario per l'escavazione del cinabro, venendo raggiunta da numerosi lavoratori da ogni parte della Toscana. Oggi Santa Fiora, dopo la chiusura delle miniere, è un'importante meta turistica del Monte Amiata, particolarmente ricca di tradizioni che si sono mantenute fino ad oggi a testimonianza di un grandioso passato quale antica capitale di questo versante della montagna.

Simboli Modifica

Lo stemma di Santa Fiora è costituito da uno scudo sannitico di colore verde e rosso su cui sono raffigurate le sante Flora e Lucilla che sostengono insieme un anello dorato. Lo stemma ha la seguente blasonatura ufficiale: «partito di verde e di rosso alle immagini delle sante Flora e Lucilla poste su una campagna di verde, sostenenti una, con la mano sinistra, l'altra con la destra, un anello gemmato d'oro».

Monumenti e luoghi d'interesse Modifica

Architetture religiose Modifica

  • Pieve delle Sante Flora e Lucilla, situata in piazza Arcipretura, risale al 1142 e fu successivamente ampliata a più riprese. All'interno sono conservate numerose opere d'arte di grande interesse, come le celebri robbiane, terracotte rinascimentali dell'artista Andrea della Robbia.
  • Sinagoga di Santa Fiora, antico luogo di culto della comunità ebraica tra il XVI e il XVIII secolo, ne rimangono oggi pochissime tracce.

Architetture civili Modifica

  • Palazzo Pretorio, situato in piazza Garibaldi, è stato per anni sede dell'amministrazione comunale.
  • Palazzo Luciani, situato in via del Diacceto, era proprietà dei vicari degli Sforza.
  • Peschiera, suggestivo parco-giardino situato nel terziere di Montecatino e voluto dagli Sforza, sorge attorno alle sorgenti del fiume Fiora.

Architetture militari Modifica

  • Mura di Santa Fiora: antiche mura a difesa del borgo storico, ne rimangono oggi alcune tracce. L'accesso al centro fortificato avviene da due porte, la porta di San Michele, o di Borgo, presso piazza Sant'Agostino, e la porta delle Scalette, detta anche la Porticciola, che collega il Castello con il Borgo.

Altro Modifica

  • Fonti del Bagnolo: il borgo del Bagnolo è conosciuto come il paese delle sette fonti, per la presenza di numerose sorgenti oggi trasformate in pregevoli fontanili.

Aree naturali Modifica

Società Modifica

Evoluzione demografica Modifica

Di seguito è riportato il numero degli abitanti di Santa Fiora secondo i dati ufficiali dei censimenti dell'ISTAT.

  • 1861: 3500 abitanti
  • 1871: 4064 abitanti
  • 1881: 4130 abitanti
  • 1901: 5112 abitanti
  • 1911: 5404 abitanti
  • 1921: 5302 abitanti
  • 1931: 5390 abitanti
  • 1936: 5101 abitanti
  • 1951: 4814 abitanti
  • 1961: 4397 abitanti
  • 1971: 3710 abitanti
  • 1981: 3245 abitanti
  • 1991: 3008 abitanti
  • 2001: 2767 abitanti
  • 2011: 2702 abitanti

Tradizioni e folclore Modifica

Tra i comuni della provincia di Grosseto, Santa Fiora è forse quello che più di tutti ha mantenuto usanze e tradizioni, tanto da vantare una nutrita rassegna di festività nel corso dell'anno.

  • Canti di questua della Befana: festa che si svolge ogni 5 gennaio a Marroneto, è un'antica ricorrenza legata al ritorno dei dicioccatori dalla Maremma subito dopo la castagnatura.[2]
  • Carnevale morto: originale manifestazione carnevalesca in cui gli uomini di Marroneto si divertono a creare una piccola rappresentazione che si tramanda da generazioni, dove si dà il saluto al "Carnevale" che viene ucciso dalla "Quaresima".[3] Come afferma lo storico Roberto Ferretti, si tratta dell'unica rappresentazione popolare che gioca sul tema della morte e del macabro come auto-liberazione che sia sopravvissuta fino ad oggi in Maremma.
  • Feste di primavera: la primavera è una stagione caratterizzata da numerose feste accomunate dal filo conduttore del rito della natura e della rinascita della campagna. Tra le varie festività si ricordano la processione di San Marco del 25 aprile, con il lancio augurale di ghirlande di fiori alla Peschiera, e la festa della Santa Croce del 3 maggio, con la processione che espone il crocifisso miracoloso della chiesa di Santa Chiara e lo scambio dei cedri tra innamorati.[4]
  • Festa delle sante Flora e Lucilla: festa patronale di Santa Fiora, si svolge ogni 29 luglio con una processione che porta per le vie del paese le reliquie delle due sante. In epoca recente è stato istituito in questo giorno il palio delle Sante, con corteo storico e torneo di tiro con l'arco in cui si sfidano le rappresentanze di Santa Fiora, Bagnolo, Bagnore e Marroneto.[5]
  • Fiera di San Rocco: la festa è legata al culto di San Rocco protettore contro la peste, molto sentito a Santa Fiora, ed è caratterizzata da una grande fiera che si svolge lungo le vie del paese e sotto i castagni.[6]
  • Palio dei somari: ogni terza domenica del mese di agosto, presso la frazione del Bagnolo, si tiene il palio dei somari, istituito ufficialmente nel 1960 e rinnovato nel 2002, in cui concorrono gli otto rioni in cui è suddiviso il paese: Casefioravanti (colori giallo e rosso), Chiesina (colori azzurro e bianco), Convento (colori azzurro e giallo), Faggia (colori rosso e bianco), Fosso (colori rosa e verde), Gioco (colori bianco e nero), Osteria (colori blu e rosso), Poggetto (colori giallo e verde).
  • Festa dell'Assunta: la festa si svolge ogni 14 agosto a Marroneto, con danze e canti intorno a cataste di fascine incendiate. Deriva da un antico rito di purificazione della campagna.[7]
  • Fiaccolata del 30 dicembre: ogni 30 dicembre un corteo di fiaccole ardenti si snoda tra le strade dei terzieri del centro storico fino a raggiungere il Palazzo Sforza Cesarini, dove avviene la distribuzione della polenta dolce di farina di castagne. Le origini della festività risalgono al medioevo, quando la processione raggiungeva in notturna – e quindi illuminata solo con delle fiaccole – la pieve di San Giovanni, oggi scomparsa, un tempo posta fuori le mura del castello.[8]

Cultura Modifica

Istruzione Modifica

Musei Modifica

Il comune di Santa Fiora dispone di una struttura museale che fa parte della rete provinciale Musei di Maremma:

Media Modifica

Stampa Modifica

  • Tracce..., rivista della C&P Adver Effigi nata negli anni novanta che, pur essendo pubblicata ad Arcidosso, ha come oggetto di studi il territorio di Santa Fiora.

Internet Modifica

Il comune di Santa Fiora dispone di un punto di accesso al servizio internet gratuito provinciale Maremma wi-fi situato presso la sede del municipio in piazza Garibaldi.[9]

Geografia antropica Modifica

Suddivisioni Modifica

Il centro storico di Santa Fiora si divide tradizionalmente in terzieri:

  • Terziere di Castello: comprende la parte alta del paese, dove era originariamente situata la rocca degli Aldobrandeschi. Tra i maggiori elementi di interesse situati nel suo perimetro si segnalano la piazza Garibaldi, con i palazzi nobiliari, e le chiese di San Giuseppe, del Suffragio e delle sante Flora e Lucilla.
  • Terziere di Borgo: comprende la parte che dal castello scende a valle verso le sorgenti del Fiora, con l'ex convento di San Michele, la chiesa di Sant'Agostino, di Santa Chiara e di Sant'Antonio. Qui sorgeva anche il ghetto ebraico di Santa Fiora.
  • Terziere di Montecatino: comprende la parte situata più a valle, dove sono situate le sorgenti del Fiora con la peschiera e la chiesetta della Madonna delle Nevi.

Oltre a queste suddivisioni tradizionali del centro storico, si ricordano anche le zone sorte in epoca moderna come il rione delle Casette e l'area del parco del Gambrinus.

Frazioni Modifica

  • Bagnolo, frazione posta lungo la strada che conduce in provincia di Siena, è nata tra il XVII e il XVIII secolo in un luogo caratterizzato da numerose sorgenti, oggi trasformate in caratteristici fontanili. Deve il suo nome dalla presenza di un torrente che dalla montagna scende nel fosso Cadone, prima di confluire nel Fiora. L'abitato è tradizionalmente suddiviso in otto borgate: Case Fioravanti, Faggia, Fosso, Chiesina, Convento, Gioco, Osteria, Poggetto.[10]
  • Bagnore, frazione posizionata lungo la provinciale che collega Santa Fiora con Arcidosso, fu una nota stazione termale grazie alla presenza delle terme dell'Acqua Forte, la cui acqua ferruginosa sgorgava alla temperatura costante di 12 °C, da tempo non più attive. Tra il 1920 e il 1976 era qui in funzione l'impianto per la lavorazione del cinabro.[11]
  • Marroneto, borgata immersa nei castagni ad est di Santa Fiora, oggi quasi unita al paese per l'espandersi dell'area urbana, è composta da un nucleo più antico, il rione Renaiolo, con abitazioni in sasso peperino – qui era in funzione la cava di peperino più grande del comune – e altri sette rioni nati via via intorno ad alcune fonti: Case Baciacchi, Case Bigi, Case Raspini, Case Tonini, Gretini, Mormoraio e Soana. Presso la frazione nacquero due celebri briganti della seconda metà del XIX secolo: Settimio Menichetti e Settimio Albertini. Nei pressi del paese si trovano inoltri i resti delle mura della vecchia polveriera utilizzata come deposito di esplosivi per le miniere di mercurio.[12]
  • Selva, frazione situata sul Monte Calvo, sorge nei pressi dell'antico convento della Santissima Trinità edificato nel XV secolo. Il paese si formò in epoca moderna e ancora oggi si presenta come composto da più agglomerati sparsi fra i castagni: le borgate della Selva sono ben trentotto. A partire dal 1840 si verificò un boom demografico che portò la popolazione a oltre mille unità, finché negli anni sessanta del XX secolo non si assisté ad un forte fenomeno di emigrazione.[13]

Infrastrutture e trasporti Modifica

Il comune di Santa Fiora non possiede linee ferroviarie e superstrade o strade statali all'interno del proprio territorio. La principale via di comunicazione è la strada provinciale 6 del Monte Amiata che conduce ad ovest alle Bagnore e poi verso Arcidosso, e ad est al Marroneto, al Bagnolo e poi verso Saragiolo e Piancastagnaio in provincia di Siena. Un'altra importante strada è la strada provinciale 4 Pitigliano-Santa Fiora, che unisce i due paesi maremmani attraversando, per quanto riguarda il comune di Santa Fiora, la frazione della Selva.

Amministrazione Modifica

Dati generali Modifica

  • Sindaco: Renzo Verdi (2° mandato)
  • Sede: Piazza Giuseppe Garibaldi, 25 - 58037 Santa Fiora (GR)
  • Telefono: 0564 979603 - Fax: 0564 979621

Amministrazioni precedenti Modifica

  • Luigi Vencia (1995-2004) – centrosinistra
  • Renzo Verdi (2004-in carica) – centrosinistra

Gemellaggi e patti di amicizia Modifica

  • Pedace, Italia
  • Pozzuolo del Friuli, Italia

Sport Modifica

La squadra di calcio del paese è l'Intercomunale Santa Fiora, compagine che attualmente gioca in seconda categoria.

Note Modifica

  1. 31 gennaio 2013, ISTAT
  2. Lucio Niccolai, Santa Fiora. Invito alla scoperta del centro storico e del territorio, Edizioni Effigi, Arcidosso, 2009, pp. 104-105.
  3. Niccolai, op. cit., pp. 105-107.
  4. Niccolai, op. cit., pp. 107-108.
  5. Niccolai, op. cit., pp. 108-109.
  6. Niccolai, op. cit., pp. 109.
  7. Ibidem
  8. Niccolai, op. cit., pp. 110-111.
  9. Maremma WiFi, Portale della Provincia di Grosseto.
  10. Niccolai, op. cit., pp. 91-96.
  11. Niccolai, op. cit., pp. 83-86.
  12. Niccolai, op. cit., pp. 87-89.
  13. Niccolai, op. cit., pp. 97-98.

Bibliografia Modifica

  • Lucio Niccolai, Santa Fiora. Invito alla scoperta del centro storico e del territorio, Edizioni Effigi, Arcidosso, 2009.
  • Bruno Santi, Guida storico-artistica alla Maremma. Itinerari culturali nella provincia di Grosseto, Nuova Immagine, Siena, 1995.

Collegamenti esterni Modifica

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