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La Riserva naturale Bosco di Rocconi è situata nei territori comunali di Roccalbegna e Semproniano, lungo il corso del fiume Albegna. Si estende per circa 371 ettari[1].

Parte della Riserva naturale (130 ha) è proprietà WWF, che vi ha istituito un'oasi. In parte ricade nel sito di interesse comunitario Monte Labbro e Alta Valle dell'Albegna[2]. Una parte del territorio è interessata dal sito di interesse regionale (SIR) Monte Labbro.

TerritorioModifica

Il territorio è di alta collina con rilievi principali di altitudine massima intorno ai 500 m s.l.m. ed è situato nella parte orientale della provincia, ad una distanza di circa 35 km in linea d'aria da Grosseto. Nella riserva sono presenti diverse grotte poco frequentate.

Il tratto del fiume Albegna, alla confluenza del torrente Rigo, compreso nella Riserva, è caratterizzato da un paesaggio aspro e selvaggio, con profonde gole parzialmente ricoperte da lecceta. La geologia annovera formazioni a calcari vari compreso il rosso ammonitico, a calcareniti, ad argilliti e a diapri. Il magnifico panorama è facilmente osservabile dal piccolo borgo di Rocchette di Fazio.

Il clima rientra nel tipo sub-umido, con precipitazioni medie fra i 1.000-1.100 mm.

FloraModifica

La Riserva è caratterizzata da vegetazione boschiva autoctona nel comune di Roccalbegna, mentre nel comune di Semproniano prevalgono le coltivazioni erbacee e i pascoli.

La già citata lecceta, che cresce nelle zone più impervie e per questo si è salvata dal taglio ceduo, ospita, oltre al leccio, aceri minori, filliree, lentischi e qualche bagolaro. Altre specie riscontrabili sono l'orniello, il corniolo e il sorbo. Il bosco di caducifoglie alla base delle pareti rocciose è costituito da roverelle, carpini, ecc. ed impreziosito dalla presenza di ben ventotto specie di orchidee tra cui Ophrys bertolonii, Anacamptis laxiflora e Limodorum abortivum.

Nelle zone più umide a ridosso dei fiumi, da specie più igrofile come carpino bianco e carpino nero, pioppi, olmo, nocciolo.

FaunaModifica

La fauna è rappresentata da innumerevoli specie, fra cui alcune di interesse comunitario (Direttiva CEE 92/43) come Triturus cristatus, Bombina variegata, Elaphe quatorlineata e Salamandrina tergiditata, oltre che da una notevole presenza di mammiferi come il gatto selvatico, la martora, il tasso e, erratico, il lupo.

Fra le numerose specie di uccelli presenti, rivestono particolare importanza i rapaci nidificanti ed in particolare il falco pellegrino, il simile ma ben più raro lanario ed il biancone; frequentano l'area anche corvo imperiale, passero solitario e picchio muraiolo. Altri uccelli riscontrabili sono il martin pescatore, il gruccione, la ghiandaia marina e il merlo acquaiolo.

Numerosi sono poi i rettili, fra cui biacco, biscia dal collare, colubri, vipere e testuggine di Hermann.

Tra gli invertebrati, è importante la presenza della rara farfalla Zerynthia polyxena, oltre a quella di un grillo endemico (Dolichopoda letitiae etrusca), scoperto nelle numerose grotte presenti nell'area.

NoteModifica

  1. Elenco Ufficiale delle Aree Naturali Protette - 5º Aggiornamento 2003.
  2. Elenco di proposti SIC in Italia nel Decreto Ministeriale del 25/03/05 n.1 (recepimento della direttiva 92/43/CEE - G.U. n. 157 dell'8 luglio 2005)

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