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Porto Santo Stefano

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Porto Santo Stefano
frazione
Porto Santo Stefano veduta.jpg
Veduta di Porto Santo Stefano

Comune

Monte Argentario

Altitudine

5 m s.l.m.

Abitanti

8.810 (2001)[1]

Coordinate

42°26′07″N 11°07′03″E

Codice postale

58019

Prefisso telefonico

0564

Porto Santo Stefano è il capoluogo del comune sparso di Monte Argentario.

Geografia fisica Modifica

Argentario Cala Grande.jpg

Veduta di Cala Grande

La località si trova sul lato nord-occidentale del promontorio dell'Argentario, a poco più di quaranta chilometri a sud-est di Grosseto e circa dodici da Porto Ercole.

La costa settentrionale di Porto Santo Stefano si articola tra Punta Lividonia a nord-ovest e la foce del canale di Santa Liberata. Procedendo da ovest verso est, la costa si presenta alta e rocciosa tra Punta Lividonia e Punta della Madonnetta, che delimita a ovest il centro abitato. Il tratto costiero su cui si affaccia la cittadina, presenta una passeggiata lungomare che si affianca alla strada urbana.

Storia Modifica

Porto Santo Stefano, per la sua posizione geografica favorevole fu frequentato sin dall'antichità dai popoli che navigavano nel Mediterraneo. In epoca medievale, tuttavia, la località rivestiva una scarsa importanza, in favore della vicina Porto Ercole, e negli anni tra il XV secolo e la metà del XVI fu soggetta a numerose incursioni di pirati, rendendo l'approdo sempre meno popolato.

Lo sviluppo del centro abitato ebbe inizio nella seconda metà del XVI secolo, sotto il governatore spagnolo Núñez Orejón de Ávila, e continuò con la creazione dello stato dei Presidi e la costruzione della fortezza spagnola. Nel 1646 il paese fu conquistato dai francesi per poi tornare sotto la dominazione spagnola nello stesso anno, mentre nel 1707 fu conquistato dagli austriaci, insieme a tutto lo stato dei Presidi. Trent'anni dopo si ebbe il dominio dei Borboni ed in questo periodo si registrò il primo sviluppo demografico importante con la presenza di molte famiglie provenienti dalla Campania, dall'isola d'Elba e dalla Liguria. Nel 1801 si unì al regno di Etruria e nel 1815 con il trattato di Vienna passò sotto il Granducato di Toscana.

Nel 1842 il granduca Leopoldo II di Lorena istituì il comune di Monte Argentario, dove Porto Santo Stefano rappresentava il capoluogo e Porto Ercole la frazione. Infine nel 1860 insieme a tutta la Toscana andò a far parte del Regno d'Italia. Il paese fu pesantemente bombardato nel 1944 e parte del centro storico è andato perduto.

Monumenti e luoghi d'interesse Modifica

  • Fortezza Spagnola, costruita tra la fine del XVI e gli inizi del XVII secolo con l'entrata di Porto Santo Stefano nello Stato dei Presidii, allo scopo di difendere la costa e il paese e respingere attacchi e incursioni nemiche provenienti dal mare. Oggi è adibita a museo ed ospita alcune mostre permanenti.

Cultura Modifica

Musei Modifica

Presso Porto Santo Stefano sono situate due strutture museali, inserite nella rete provinciale Musei di Maremma: l'Acquario mediterraneo della Costa d'Argento, posto sul lungomare, ed il museo della Fortezza Spagnola, contenente le mostre permanenti Memorie sommerse e Maestri d'ascia.

Cinema Modifica

La località è stata anche utilizzata come set cinematografico in numerose produzioni. Tra i vari si ricordano: I raggi mortali del dottor Mabuse (1964); Detenuto in attesa di giudizio (1971); Spasmo (1974); Mi faccio la barca (1980); Il talento di Mr. Ripley (1999); L'estate del mio primo bacio (2006); Giochi d'estate (2011).

Musica Modifica

A livello musicale Porto Santo Stefano è nota per ospitare annualmente l'Argentario Dance Festival, concorso internazionale di danza istituito nel 2009, e il CIMA (Concerti in Monte Argentario), importante rassegna di musica classica fondata nel 2002 dal baritono portoghese Jorge Chaminé.

Geografia antropica Modifica

La cittadina si suddivide in quattro rioni storici, tutti con un gonfalone proprio. I rioni concorrono tra loro in occasione del palio marinaro dell'Argentario.

  • Croce, il cui gentilizio è crociaioli; ha nello stemma, in alto un gabbiano grigio in campo rosso, in basso una croce di Sant'Andrea rossa in campo bianco. Il rione Croce comprende la maggior parte del nucleo storico originario di Porto Santo Stefano che si sviluppa attorno alla chiesa principale.
  • Fortezza, il cui gentilizio è fortezzaioli; ha nello stemma, a sinistra la Fortezza Spagnola dorata in campo rosso, a destra un somarello rampante dorato in campo amaranto. Il Rione Fortezza, unico a non essere a diretto contatto con il mare, comprende quella parte alta di Porto Santo Stefano che circonda l’antica Fortezza Spagnola.
  • Pilarella, il cui gentilizio è pilarellai; ha nello stemma, a sinistra un'anfora dorata in campo rosso, a destra un delfino grigio chiaro in campo blu notte. Il rione Pilarella si estende dal porto vecchio fino alla strada panoramica. Comprende il piazzale dei rioni e il palazzo comunale le zone di maggior richiamo turistico della cittadina.
  • Valle, il cui gentilizio è vallaioli; i colori del Valle sono l’azzurro chiaro e il bianco, e nel suo stemma araldico figurano l’ascia e il faro. Il rione Valle si estende dal porto principale di Porto Santo Stefano fino all'entroterra del Campone, costituendo la zona industriale e commerciale più importante del capoluogo.

Infrastrutture e trasporti Modifica

Porto Santo Stefano era un tempo collegata con la stazione di Orbetello tramite una piccola ferrovia, oggi dismessa. La località, tuttavia, costituisce oggi il principale porto commerciale della provincia di Grosseto, ed è dotata di due approdi: il Porto Vecchio ed il Porto del Valle. Poco distante, nei pressi della Giannella, si trova un terzo approdo: il porto di Santa Liberata.

Note Modifica

  1. Censimento ISTAT, 2001.

Bibliografia Modifica

  • Gualtiero Della Monaca, Domenico Roselli, Giuseppe Tosi, Fortezze e torri costiere dell'Argentario, Giglio e Giannutri, Laurum Editrice, Pitigliano, 1996.
  • Giuseppe Guerrini, Torri e castelli della provincia di Grosseto, Nuova Immagine Editrice, Siena, 1999.
  • Bruno Santi, Guida storico-artistica alla Maremma. Itinerari culturali nella provincia di Grosseto, Nuova Immagine, Siena, 1995, pp. 275-277.

Collegamenti esterni Modifica

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