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Pitigliano

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Pitigliano
comune
Pitigliano.JPG
Veduta di Pitigliano

Altitudine

313 m s.l.m.

Superficie

102,89 km²

Abitanti

3.856 (31-1-2013)

Nome abitanti

pitiglianesi

Coordinate

42°38′04″N 11°40′06″E

Codice postale

58017

Prefisso telefonico

0564

Pitigliano è un comune di 3.856 abitanti[1] della provincia di Grosseto.

Geografia fisica Modifica

Territorio Modifica

Pitigliano veduta.jpg

Veduta aerea di Pitigliano

Pitigliano veduta 2.jpg

Panorama di Pitigliano

Il territorio comunale di Pitigliano si estende nella parte occidentale dell'area del Tufo. Confina a nord con il comune di Sorano, a sud-est con i comuni laziali di Farnese, Ischia di Castro, Latera e Valentano dai quali è delimitato dall'estremità settentrionale della Selva del Lamone, a ovest con il comune di Manciano.

Arrivando a Pitigliano dal mare, salendo la strada regionale 74 Maremmana, si notano le caratteristiche case che sporgono da un grande sperone di tufo, assolutamente a strapiombo. La rupe di Pitigliano è circondata su tre lati da altrettanti burroni, pieni di grotte scavate nel tufo; nel fondovalle scorrono i corsi d'acqua Lente, Meleta e Prochio. Il territorio comunale si eleva a quote collinari che variano tra i 300 e i 663 metri s.l.m. di Poggio Evangelista, che segna il confine con il Lazio all'estremità orientale; l'area del Paduletto di Pantanello è stata sottoposta a bonifica in epoca lorenese.

  • Classificazione sismica: zona 3 (sismicità bassa), Ordinanza PCM 3274 del 20/03/2003

Clima Modifica

Il territorio comunale di Pitigliano, pur presentando situazioni locali diversificate in base all'orografia, si caratterizza per temperature minime invernali piuttosto basse, che possono verificarsi in periodi prolungati, nonostante i valori massimi giornalieri siano spesso gradevoli; al contrario, in estate il caldo può essere molto intenso, seppur accompagnato generalmente da bassi tassi di umidità relativa. Di conseguenza, il comune è stato classificato in zona E con una sommatoria di 2195 gradi giorno, che consentono l'accensione degli impianti di riscaldamento tra il 15 ottobre e il 15 aprile, fino ad un massimo di 14 ore giornaliere.

In base ai dati medi disponibili per il trentennio 1951-1980 per l'unica stazione meteorologica situata all'interno del territorio comunale, la temperatura media annua si aggira sui +14,1 °C ai 313 metri s.l.m. di Pitigliano, mentre le precipitazioni medie annue iniziano ad essere influenzate dalla presenza dei rilievi, facendo registrare 926 mm nella medesima località di Pitigliano.

  • Classificazione climatica: zona E, 2195 GG
  • Diffusività atmosferica: alta, Ibimet CNR 2002

Storia Modifica

Pitigliano era già un luogo frequentato e abitato sin dai tempi degli etruschi, quando qui furono fondati numerosi insediamenti scavati nel tufo e attestati dalla tarda età del Bronzo (XII-XI secolo a.C.). Anche nel luogo dove oggi sorge il paese era situato un centro etrusco, testimoniato dai resti delle mura rinvenuti nel quartiere di Capisotto e poi scomparso tra la fine del VI e gli inizi del V secolo a.C..

La prima notizia di Pitigliano appare in una bolla inviata da papa Niccolò II al preposto della cattedrale di Sovana nel 1061, dove viene già indicato come luogo di competenza della famiglia dei conti Aldobrandeschi. Nel 1293 Anastasia, figlia della contessa Margherita Aldobrandeschi, sposò Romano Orsini portando in dote la contea di Sovana e la sede della contea fu trasferita proprio a Pitigliano. Gli Orsini governarono queste terre per secoli, difendendola dai continui tentativi di sottomissione da parte di Siena e Orvieto prima, e della Firenze medicea poi. Fu solo nel 1574 che Niccolò IV Orsini cedette la fortezza ai Medici e nel 1604 Pitigliano fu annessa al granducato di Toscana, ceduta dal conte Gian Antonio Orsini per saldare i propri debiti. I Medici tuttavia si disinteressarono delle sorti della città, che cadde presto in declino, e soltanto nel 1737, anno in cui il granducato passò ai Lorena, Pitigliano conobbe una lenta ripresa economica e culturale.

Oggi è una conosciuta meta turistica grazie alla peculiarità del suo centro storico, che ha permesso il suo inserimento nella lista dei borghi più belli d'Italia dell'ANCI.

Simboli Modifica

Lo stemma di Pitigliano è costituito da uno scudo sannitico di colore giallo su cui è raffigurata una fortezza argentata posta su una collina e circondata da due leoni rossi. Lo stemma ha la seguente blasonatura ufficiale: «d'oro alla torre merlata d'argento, sostenuta da due leoni controrampanti di rosso, attraversati da due rose dello stesso, il tutto su un colle al naturale».

Monumenti e luoghi d'interesse Modifica

Architetture religiose Modifica

  • Cattedrale dei Santi Pietro e Paolo, duomo di Pitigliano, è stata edificata in epoca medievale, rimaneggiata durante il XVI secolo e profondamente modificata nelle epoche successive. Si presenta oggi perlopiù in stile barocco e conserva all'interno, tra le varie opere, due tele delle vita di san Gregorio del pittore mancianese Pietro Aldi.
  • Chiesa di San Rocco, situata tra via Vignoli e il vicolo San Rocco, è oggi adibita ad abitazione privata.
  • Sinagoga di Pitigliano, sinagoga cinquecentesca della comunità ebraica di Pitigliano, è stata restaurata tra il 1993 e il 1995 dopo anni di incuria.

Tra gli edifici minori si segnalano le varie cappelle del territorio comunale: la cappella Casa per Ferie, la cappella Opera Pia don Francesco Rossi per gli anziani, la cappella dell'ospedale, la cappella del Seminario e la cappella della Società Cooperativa "La Cometa" per gli anziani, la cappella dell'Episcopio.

Architetture civili Modifica

  • Palazzo Orsini, imponente palazzo fortificato, costruito come rocca dagli Aldobrandeschi (XI-XII secolo) e poi sede della contea degli Orsini, è stato ristrutturato consistentemente nel XVI secolo per volere di Niccolò Orsini, su progetto dell'ingegnere Antonio da Sangallo il Giovane. Divenuto poi proprietà della diocesi, ospita attualmente il museo di Palazzo Orsini e il museo civico archeologico.
  • Palazzo Comunale, sede del municipio, è stato costruito tra il 1934 e il 1939.
  • Teatro Salvini, costruito nel 1823, è stato poi inglobato nella costruzione dell'imponente Palazzo Comunale negli anni trenta del XX secolo.
  • Parco Orsini, situato sul Poggio Strozzoni, è un parco-giardino risalente al XVI secolo.
  • Villa Pinelli, caratteristico villino realizzato tra il 1929 e il 1930.

Tra i numerosi palazzi di Pitigliano si ricordano quelli più interessanti storicamente e architettonicamente: Palazzo Bruscalupi, Palazzo Incontri, Palazzo Lucci-Petruccioli, Palazzo della Pretura, Palazzo del Monte di Pietà, Palazzo delle Scuole, Palazzo di Giustizia, Palazzo Santelli, Palazzo Vignoli, l'ex ospedale di Pitigliano, lo spedale dei Poveri, lo scrittoio delle Fortezze, il Seminario Vescovile.

Architetture militari Modifica

  • Mura di Pitigliano: la cinta muraria è stata realizzata dagli Aldobrandeschi a partire dal IX secolo, anche se una primitiva fortificazione etrusca era già presente dal VII secolo a.C.. L'aspetto attuale è dovuto ad una successiva ristrutturazione effettuata dagli Orsini in epoca rinascimentale, progettata da Antonio da Sangallo il Giovane.
  • Castel dell'Aquila, antica fortificazione medievale situata in località Petrucciola, se ne conservano i ruderi.
  • Castello di Morrano, antica fortificazione medievale situata in località Morranaccio, ne sono visibili i ruderi.

Altro Modifica

  • Fontane gemelle, situate in piazza della Repubblica, risalgono agli inizi del XX secolo.

Siti archeologici Modifica

Poggio Buco necropoli.jpg

Poggio Buco

  • Morranaccio, insediamento archeologico di notevole interesse, conserva tracce di un insediamento frequentato dall'età del Bronzo fino all'epoca etrusco romana.
  • Poggio Buco: luogo in cui sorgeva nell'antichità una fiorente città etrusca, dipendente da Vulci e rivale con la vicina Pitigliano, abitata sin dalla tarda età del Bronzo (XII secolo a.C.). Fanno parte di Poggio Buco i siti archeologici di Caravone, Insuglietti, Le Sparne, Selva Miccia.

Tra i vari piccoli siti archeologici del territorio sono da ricordare anche quelli rinvenuti nelle località di Corano, Poggialti Vallelunga, Poggio Formica, Quattro Strade e Sorgenti della Nova.

Società Modifica

Evoluzione demografica Modifica

Pitigliano notturna.jpg

Veduta di Pitigliano in notturna

Di seguito è riportato il numero degli abitanti di Pitigliano secondo i dati ufficiali dei censimenti dell'ISTAT.

  • 1861: 3974 abitanti
  • 1871: 4249 abitanti
  • 1881: 4500 abitanti
  • 1901: 5241 abitanti
  • 1911: 5383 abitanti
  • 1921: 5539 abitanti
  • 1931: 5710 abitanti
  • 1936: 5914 abitanti
  • 1951: 5750 abitanti
  • 1961: 4895 abitanti
  • 1971: 4463 abitanti
  • 1981: 4465 abitanti
  • 1991: 4316 abitanti
  • 2001: 4134 abitanti
  • 2011: 3870 abitanti

Tradizioni e folclore Modifica

  • Torciata di San Giuseppe: tradizionale festa pitiglianese che si svolge ogni 19 marzo per festeggiare l’arrivo della primavera. L'evento consiste in un corteo storico in costume che sfila per le vie del centro storico prima di arrivare in piazza Garibaldi, dove si assiste allo spettacolo degli sbandieratori e, una volta giunto il tramonto, all'incendio da parte dei torciatori di una catasta di fascine su cui è stato posizionato un pupazzo di canne, chiamato invernacciu, che sta a simboleggiare l'inverno. Consumato il falò, le ceneri vengono raccolte dalle donne e conservate nelle case in segno di buon auspicio.

Cultura Modifica

Istruzione Modifica

Biblioteche Modifica

La biblioteca comunale di Pitigliano è situata all'interno della Fortezza Orsini. Fondata nel 1864 da Francesco Cagnacci, fu unita nel 1866 alla Biblioteca Consiglio dell'ebreo Cesare Sedun. La biblioteca è stata trasferita presso l'attuale sede nel 1970.[2]

Musei Modifica

Il comune di Pitigliano dispone di quattro strutture museali che fanno parte della rete provinciale Musei di Maremma:

In alcune stanze sotterranee della Fortezza Orsini è situato anche il Museo dei giubbonai, piccolo museo etnografico sulla civiltà contadina di Pitigliano.

Geografia antropica Modifica

Frazioni Modifica

Il comune di Pitigliano conta al suo interno un'unica frazione, quella del Casone, insediamento rurale situato alle estremità orientali del territorio comunale, al confine con la provincia di Viterbo. Il toponimo era dovuto alla presenza di una grande villa, fatta costruire nel XV secolo dal conte Bertoldo Orsini, oggi scomparsa perché bombardata nel 1944. Presso la frazione si trova la chiesa di San Paolo della Croce.

Altre località del territorio Modifica

Altre località minori sono quelle di Corano, Fonte, La Rotta, Morranaccio, Petrucciola, Pian di Morrano, Terralba.

Infrastrutture e trasporti Modifica

Il comune di Pitigliano non possiede linee ferroviarie e superstrade o strade statali all'interno del proprio territorio. La principale via di comunicazione è la strada regionale 74 Maremmana che conduce ad sud-ovest verso Manciano e il mar Tirreno, mentre a nord-ovest arriva nel Lazio dopo aver attraversato la frazione del Casone. Un'altra importante strada è la strada provinciale 4 Pitigliano-Santa Fiora, che unisce i due paesi maremmani.

Amministrazione Modifica

Dati generali Modifica

  • Sindaco: Pierluigi Camilli (1° mandato)
  • Sede: Piazza Giuseppe Garibaldi, 37 - 58017 Pitigliano (GR)
  • Telefono: 0564 616322 - Fax: 0564 616738

Amministrazioni precedenti Modifica

  • Augusto Brozzi (1978-1995)
  • Alberto Manzi (1995-1997)
  • Augusto Brozzi (1998-2007)
  • Dino Seccarecci (2007-2012)
  • Pierluigi Camilli (2012-in carica)

Sport Modifica

La principale squadra di calcio della città è l'U.S.D. Aurora Pitigliano, fondata nel 1903, che attualmente milita in seconda categoria.

Note Modifica

  1. 31 gennaio 2013, ISTAT.
  2. La biblioteca comunale di Pitigliano sul sito del Sistema bibliotecario provinciale grossetano.

Bibliografia Modifica

  • Giovanni De Feo, Le città del tufo nella valle del Fiora. Guida ai centri etruschi e medioevali della Maremma collinare, Laurum Editrice, Pitigliano, 2005.
  • Bruno Santi, Guida storico-artistica alla Maremma. Itinerari culturali nella provincia di Grosseto, Nuova Immagine, Siena, 1995.

Collegamenti esterni Modifica

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