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L'Ombrone è il fiume principale della Maremma, secondo fiume della Toscana per lunghezza (161 km) dopo l'Arno, lamibisce a sud-est la città di Grosseto prima di sfociare nel Mar Tirreno.

Il corso del fiumeModifica

L'Ombrone nasce nei pressi di San Gusmè (nel comune di Castelnuovo Berardenga) sul lato sud-orientale dei monti del Chianti. Dopo un corso tortuoso e articolato, dove riceve importanti affluenti come l'Arbia, il Merse, l'Orcia e le Trasubbie, il fiume giunge in pianura presso Istia d'Ombrone, e il suo tracciato assume andamento meandriforme. Quindi, dopo aver lambito la periferia est della città di Grosseto, attraversa per 12 km circa il Parco naturale della Maremma e infine sfocia a delta nel Mar Tirreno, a Bocca d'Ombrone. Nel suo corso l'Ombrone attraversa i comuni di Castelnuovo Berardenga, Rapolano Terme, Asciano, Buonconvento, Murlo, Montalcino, Civitella Paganico, Cinigiano, Campagnatico, Scansano e Grosseto.

Caratteri idro-geologiciModifica

Il letto dell'Ombrone è particolarmente sedimentoso a causa delle forte erodibilità delle formazioni plioceniche argilloso-sabbiose dei terreni su cui scorre, in particolare quelli costituenti le cosiddette "Crete senesi" (per lo più argille plioceniche glauconitiche sovraconsolidate): per questo stesso motivo, il suo deflusso torbido annuo (cioè la "portata" di sedimenti) è superiore addirittura a quello dell'Arno. In epoca granducale, questa caratteristica è stata sfruttata per bonificare in un tempo relativamente breve le paludi costiere che costituivano la Maremma toscana. L'Ombrone (pur a fronte di una portata media pari a 32 m3/s), specialmente nel tratto a monte dell'affluente Orcia, è un fiume dal regime estremamente torrentizio, che alterna periodi di magra estremi in estate e turbinose piene in autunno. Il 4 novembre 1966, a seguito di svariati giorni di violente precipitazioni, la portata crebbe sino a raggiungere l'eccezionale valore di 3.500 m3/s, così che il fiume invase gran parte delle campagne lungo il suo corso e la parte centro-meridionale della città di Grosseto. Il 9 dicembre 1995 ha registrato invece il culmine della magra invernale più intensa osservata nell'Ombrone in tempi storici, paragonabile addirittura alle magre estive. Si pensa che l'elevato arretramento dei lidi prossimali alla sua foce, rilevato a partire dagli anni trenta, e più accentuato lungo il lembo meridionale del delta, sia dovuto a un fenomeno di subsidenza legata al consolidamento dei depositi deltizi subattuali. Tuttavia, si ipotizza che a concorrere maggiormente all'arretramento della linea di costa sia una diminuzione di apporto solido occorsa in un periodo di tempo dell'ordine del millennio a partire dall'attuale.

FaunaModifica

Nel corso principale del fiume i salmonidi sono rari, anzi, a parte quelli immessi durante i ripopolamenti, si possono definire del tutto assenti; i ciprinidi invece, sono numerosi tanto come numero di specie che come densità di popolazione. Alcune specie ittiche, come cavedano, barbo, alborella e carpa sono comuni o abbondanti nel medio e basso corso del fiume. Altre specie sono molto rare e vivono in ristrette aree del bacino: cavedano etrusco, considerato da Bianco (1984) endemico dei bacini dell'Ombrone, del Tevere e dell'Arno e, nel medio-alto corso il vairone, il ghiozzo di ruscello e la rovella.

Purtroppo negli ultimi anni si è assistito ad una vera invasione di specie ittiche alloctone immesse per scopi sportivi o di specie da acquario rilasciate per abbandono come il carassio, il pesce gatto maculato, la pseudorasbora o il barbo spagnolo.

Inoltre nelle acque del fiume e dei suoi affluenti sono presenti molte specie transfaunate dalla pianura Padana quali la lasca, la savetta, il triotto ed il pigo.

Specie di risalita sono cefalo e muggine labbrone, oltre a laccia o cheppia: popolazioni di quest'ultima si possono ancora osservare durante il loro periodo di risalita, stazionamento e discesa in mare (primi di aprile – seconda metà di maggio), ma il tragitto di risalita di queste specie si esaurisce in prossimità dello sbarramento realizzato in località Steccaia, non lontano da Istia d'Ombrone. Notevole è stata la diminuzione (quasi sparizione) delle anguille, fatto del resto comune a tutto il bacino del Mediterraneo dal 1988 ad oggi.

StoriaModifica

Ombrone è stato anche il nome di un dipartimento dell'Impero napoleonico con capoluogo Siena. Fu creato il 24 maggio 1808 dopo la conquista del Granducato di Toscana da parte dei francesi.

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