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Niccioleta

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Niccioleta
frazione

Comune

Massa Marittima

Altitudine

460 m s.l.m.

Abitanti

248 (2001)[1]

Coordinate

43°05′14″N 10°56′06″E

Codice postale

58040

Prefisso telefonico

0566

Niccioleta è una frazione di Massa Marittima.

Geografia fisica Modifica

Il borgo è situato a circa 6 km a nord-est del capoluogo comunale.

Storia Modifica

Il borgo di Niccioleta era venuto a sorgere a partire dal Medioevo, distinguendosi grazie alla escavazione della calamina, ma fu solo nel XIX secolo che assunse una certa rilevanza grazie al rinvenimento di un importante giacimento di pirite. Grazie a questa attività, che dette nuova vita al villaggio, la popolazione aumentò e Niccioleta divenne uno dei principali centri di estrazione delle Colline Metallifere, raggiunto per lavoro da numerosi minatori dalla vicina Massa Marittima, da Castell'Azzara, da Santa Fiora e da altre zone del Monte Amiata. Nel 1933, il paese assunse la fisionomia che presenta ancora oggi, grazie al rinnovamento della miniera istituita dalla azienda Montecatini. Dal 1992, con la chiusura della miniera, vi fu un brusco calo della popolazione.

La strage di Niccioleta Modifica

Il 13 giugno 1944, i reparti nazisti e fascisti irruppero a Niccioleta per punire i suoi abitanti che, come in molte zone del grossetano, avevano disertato di presentarsi ai posti di polizia fascisti e tedeschi di Massa Marittima, in seguito ad un manifesto affisso in tutti i comuni della provincia di Grosseto, firmato da Giorgio Almirante. Sei minatori (Ettore Sergentoni, con i figli Aldo e Alizzardo, Rinaldo Baffetti, Bruno Barabissi e Antimo Ghigi) vennero fucilati subito nel piccolo cortile dietro il forno della dispensa, largo non più di tre metri. Il minatore Giovanni Gai riuscì a fuggire nella macchia, grazie ad un attimo di distrazione di un fascista di Porto Santo Stefano, Aurelio Picchianti, che si stava arrotolando una sigaretta. Altri 150 operai furono portati a Castelnuovo di Val di Cecina, e la sera del 14 giugno, 77 minatori vennero giustiziati sulla strada per Larderello, 21 deportati in Germania e gli altri liberati. In tutto perirono nella strage 83 operai di Niccioleta. Tra i cadaveri si scoprì tempo a dietro che c'erano anche i componenti della famoso gruppo partigiano la "Banda di Ariano": Gianluca Spinola, Vittorio Vargiu, Franco Stucchi Prinetti e Francesco Piredda assassinati dai nazifascisti sempre il 14 giugno.

Monumenti e luoghi d'interesse Modifica

  • Chiesa di Santa Barbara, chiesa parrocchiale della frazione, è stata costruita nella metà del XX secolo a servizio del centro dei minatori.
  • Monumento di Niccioleta, a ricordo dei deceduti nella strage del 1944, è composto da una base e da un pilastro in marmo. Sulla base una lapide riporta i nomi di tutti colori che sono morti a Niccioleta e a Castelnuovo Val di Cecina, mentre l'iscrizione sul pilastro recita: «il fiore de la vita/è qui reciso/ma il vostro sangue/è la certezza/di un amor infinito./Massimo Lippi/13-14.06.1944/13-14.06.2004».
  • Monumento del Ponte di Riotorto, situato lungo la strada provinciale ai piedi della collina di Niccioleta, è composto da due cippi in pietra a ricordo di Gino Tamburini, partigiano della 23a Brigata Garibaldi, ucciso dai tedeschi il 10 giugno 1944. Poco distante il cippo a Vanda Panichi, assassinata nello stesso frangente.

Società Modifica

Tradizioni e folclore Modifica

A Niccioleta si svolge ogni 4 dicembre la Festa di Santa Barbara, festa patronale della frazione. Santa Barbara è infatti la protettrice degli artiglieri e dei minatori, e veniva venerata per scongiurare i pericoli della miniera. Nonostante la chiusura dell'ultima miniera, Campiano, negli anni tra il 1992 e il 1994, ancora oggi tale ricorrenza è celebrata.[2]

Note Modifica

  1. Censimento ISTAT, 2001.
  2. La festa di Santa Barbara sul sito del Comune.

Bibliografia Modifica

  • Luciano Bianciardi, Carlo Cassola, I minatori della Maremma, Bari, Laterza, 1956.
  • Aldo Mazzolai, Guida della Maremma. Percorsi tra arte e natura, Firenze, Le Lettere, 1997.
  • L. Niccolai, M. Mambrinil, M. Papalini, La memoria di Niccioleta, Arcidosso, Ed. Effigi, 2003.
  • Paolo Pezzino, Storie di guerra civile. L'eccidio di Niccioleta, Bologna, Il Mulino, 2001.
  • Massimo Sozzi, Femminile in nero. Niccioleta, giugno 1944, Grosseto, I Portici Editore, 1997.

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