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Quella dei Nasini è stata un importante famiglia di pittori tra il XVII e il XVIII secolo originaria del Monte Amiata.

Il corso di Castel del Piano, borgo in cui la famiglia si trasferì da Piancastagnaio, è stato intitolato proprio ai Nasini. Inoltre, presso la raccolta d'arte di Palazzo Nerucci, pinacoteca del comune amiatino, è possibile vedere esposti due dipinti: un'Annunciazione della bottega di Antonio Nasini e il Trapasso di San Giuseppe di Francesco Nasini.

Giacomo Nasini Modifica

Giacomo Nasini (Piancastagnaio, 1585 - ?) è stato il capostipite della famiglia. Sposatosi nel 1605 con Violante di Annibale Nocchi, ebbe tre figli: Francesco, Antonio e Giovanni. Fu pittore su commissione nell'area di Piancastagnaio e si ricordano alcuni suoi lavori per la chiesa di Santa Maria Assunta nel 1617 e 1619. Tuttavia, nessuna delle sue opere è giunta sino ai giorni nostri.

Francesco Nasini Modifica

Francesco Nasini (Piancastagnaio, 8 giugno 1611 – Castel del Piano, 27 gennaio 1695) è stato il primogenito di Giacomo e Violante. Pittore barocco, fu molto attivo nell'area del Monte Amiata, dove molte sue pitture sono conservate, soprattuto nei comuni di Castel del Piano, Roccalbegna, Piancastagnaio e Abbadia San Salvatore. Sposatosi a Castel del Piano con Vittoria Bassi l'11 gennaio 1643, ebbe numerosi figli: Antonio, Violante, Filippo, Felice, Cristina e Giuseppe Nicola.

Si ricordano opere custodite nelle chiese della Propositura, della Madonna delle Grazie, di San Leonardo, di San Giuseppe, nel convento delle Minime del Sacro Cuore, nella cappella dell'ospedale a Castel del Piano; nelle chiese della Madonna degli Schiavi e di San Martino a Montegiovi; nella chiesa maggiore dei Santi Pietro e Paolo e nell'oratorio del Santissimo Crocifisso a Roccalbegna; nella chiesa di San Francesco a Grosseto; nella chiesa della Madonna della Misericordia e nella chiesa di San Clemente a Montelaterone; nella chiesa della Madonna delle Grazie di Semproniano; nella chiesa del Corpus Domini e nella chiesa di Santa Maria in Villa a Seggiano; nella chiesa della Madonna delle Nevi a Santa Fiora.

Altri dipinti sono situati nelle chiese di Asciano, Sinalunga, Abbadia San Salvatore, Grotte di Castro, Acquapendente, Castelnuovo Berardenga e Piancastagnaio. Lavorò anche a Siena, e gli vengono attribuiti alcune pitture presso il palazzo Pubblico, nel palazzo del Monte dei Paschi, in quello Chigi Saracini, nei Conservatori femminili riuniti, nella chiesa del convento di San Niccolò e nella chiesa di San Girolamo.

Antonio Annibale Nasini Modifica

Antonio Annibale Nasini (Piancastagnaio, 1631 – Castel del Piano, 5 agosto 1668) è il secondogenito di Giacomo e fratello minore di Francesco. Lavorò, tra il 1650 e il 1660, presso l'abbazia di San Salvatore aiutando il fratello nelle decorazioni e, sempre insieme a Francesco, presso la pieve dell'Assunta di Piancastagnaio. Il 3 luglio 1660 sposò Eufrasia Bassi, dalla quale ebbe due figli: Tommaso e Giacomo Francesco. Una sua tela, datata 1665, è custodita nella chiesa di San Biagio di Campiglia d'Orcia.

Antonio Nasini Modifica

Antonio Nasini (Castel del Piano, 11 gennaio 1643 – Torrenieri, 28 giugno 1715) è il primogenito di Francesco. Fu ordinato sacerdote. La sua prima opera documentata è un affresco nel palazzo Pubblico di Siena datato 1674. Nell'ottobre 1686 un vitalizio granducale gli permise di soggiornare con il fratello Giuseppe Nicola e il cugino Tommaso a Venezia per un intero triennio. Nel 1689 dipinse alcune opere, influenzate dal Tintoretto, presso due chiese di Fontanellato (Parma). Ritornato a Siena, qui concluse la sua attività artistica realizzando numerosi dipinti per chiese e palazzi pubblici e privati.

Un suo Autoritratto è oggi conservato agli Uffizi. Si trovano sue opere anche a Buonconvento, Montalcino e Asciano. Pare inoltre che abbia aiutato il padre Francesco nell'affrescare la cappella di Sant'Antonio nella chiesa di San Francesco a Grosseto.

Giuseppe Nicola Nasini Modifica

Giuseppe Nicola Nasini (Castel del Piano, 25 gennaio 1657 – Siena, 3 luglio 1736) è il più giovane dei figli di Francesco e Vittoria Bassi e sarà anche il più celebre tra i pittori della famiglia Nasini.

I suoi primi lavori sono documentati nel 1679, quando vinse il secondo premio della classe di pittura all'Accademia di San Luca a Roma. Nel 1679 e nel 1680 realizzò alcuni ritratti per Agostino Chigi e nello stesso anno ottenne nuovamente il secondo premio di pittura all'Accademia di San Luca, con il disegno del Giudizio di Salomone e con Elia incontra un ragazzo e una vedova che raccolgono legna. Nel 1681 lavorò presso i Medici a Montelupo Fiorentino e nel novembre dello stesso anno venne ammesso, insieme al cugino Tommaso, all'Accademia medicea del disegno di Roma, diretta da Cino Ferri. Vinse inoltre il primo premio della classe di pittura nel 1682 e per quella di scultura nel 1683. Nel 1685 si recò a Siena ad aiutare il fratello maggiore Antonio alla realizzazione di un affresco nell'Antiporto di Camollia. L'anno successivo fu inviato a Venezia insieme al fratello e al cugino Tommaso, dove rimase per un triennio e studiò la pittura veneziana del XVI secolo. In questo periodo viaggiò molto e visitò le città di Vicenza, Verona, Padova, Mantova, Parma, Reggio, Modena e Bologna, per poi trasferirsi a Firenze nel 1689, dove fu nominato dal granduca aiutante di camera e soprintendente degli opifici delle gallerie medicee, mentre l'anno successivo venne eletto architetto. Il 21 novembre 1691, nella chiesa di San Pier Gattolino a Firenze, sposò Elisabetta Neri, dalla quale ebbe tre figli: Apollonio, Cosimo Gaetano e Francesca. In questo periodo realizzò opere a Firenze, alla villa di Petraia, a Siena, a Pistoia, Pietrasanta e Sinalunga.

Stabilitosi a Siena definitivamente nel 1699, realizzò qui numerose opere pittoriche e divenne molto noto sia nell'ambiente cittadino che in ambito nazionale: si contano dipinti e affreschi all'oratorio della Santissima Trinità, a San Pellegrino, alla chiesa di Santo Spirito, a quella della Visitazione, all'oratorio del Crocifisso di Santa Caterina a Fontebranda e nel Palazzo pubblico. Altre opere si trovano nelle località di Montepulciano, San Giovanni Valdarno, Badia a Passignano, Pistoia e Perugia. Nel 1716 si trasferì a Roma dove realizzò, per conto del cardinale Francesco Acquaviva d'Aragona, una pala d'altare per la chiesa di San Lorenzo in Lucina. Nel frattempo, il 1° gennaio 1718 moriva a Castel del Piano la moglie Elisabetta. Nel 1719 realizzò il profeta Amos nella basilica di San Giovanni in Laterano.

Ritornò a Siena negli anni antecedenti il 1725 e continuò il suo lavoro di pittore concentrandosi maggiormente nelle zone del Monte Amiata: risale al 1726 la Madonna col Bambino incoronata da due angeli e san Giovannino nella chiesa dell'Incoronata di Arcidosso, mentre del 1728 è l'Assunzione oggi conservata nella chiesa dei Santi Niccolò e Lucia a Castel del Piano.

Tra i luoghi che ospitano le sue opere nella provincia di Grosseto si ricordano: la chiesa di San Francesco a Montieri; la chiesa della Propositura, la chiesa di San Giuseppe e la chiesa dei Santi Niccolò e Lucia a Castel del Piano; il santuario della Madonna Incoronata ed il convento dei Cappuccini ad Arcidosso; la chiesa di San Biagio a Caldana; la chiesa di Sant'Antonio abate ad Alberese; il santuario della Madonna in Val di Prata a Monticello Amiata; la pieve di Santa Maria Assunta a Buriano.

Tommaso Nasini Modifica

Tommaso Nasini (Castel del Piano, 21 aprile 1663 – Foligno, 5 ottobre 1743) è il primogenito di Antonio Annibale. Iniziò come apprendista dallo zio Francesco ed insieme al cugino Giuseppe Nicola si recò a Roma per studiare nella bottega di Cino Ferri. Premiato all'Accademia di San Luca nel 1679 e nel 1680, fu ammesso nel 1681 all'Accademia medicea a Roma e nel 1686 fu inviato per un triennio a studiare a Venezia insieme ai cugini Antonio e Giuseppe Nicola.

Si ricordano sue opere a Siena, a Firenze e soprattutto in Umbria, dove si stabilì tra la fine del secolo e gli inizi di quello successivo. Presso l'abbazia di Sassovivo, nei dintorni di Foligno, è conservata una tela raffigurante l'Annuncio della Passione, firmata e datata 1744.

Giacomo Francesco Nasini Modifica

Giacomo Francesco Nasini (Castel del Piano, 27 febbraio 1666 - ?) è il secondogenito di Antonio Annibale e fratello minore di Tommaso. Poco è conosciuto della sua vita e della sua opera: si sa che andò a studiare a Roma nel 1685 e di alcuni dipinti realizzati a Roma e a Firenze.

Apollonio Nasini Modifica

Apollonio Nasini (Firenze, 7 agosto 1692 – Siena, 18 aprile 1768) è il figlio di Giuseppe Nicola ed Elisabetta Neri. Seguì il padre a Siena e poi a Roma, realizzando alcune opere in queste due città, molte di esse oggi perdute. Negli anni tra il 1722 e il 1727 lavorò a Lucca, ma tutti i suoi lavori di questo periodo non sono giunti fino a noi. Trasferitosi a Siena, qui decorò, sempre aiutando il padre, la chiesa di San Gaetano, la certosa di Maggiano e la cappella di Scorgiano. Alla morte del padre, continuò il lavoro di pittore realizzando numerosi dipinti nella città di Siena. Ebbe numerosi figli: Pietro Antonio, Clemente Gregorio, Elisabetta, Antonio, Giovanni, Giovanna e Giuseppe; tra tutti, però, solo Elisabetta gli sopravvisse.

Bibliografia Modifica

  • Bruno Santi, Guida storico-artistica alla Maremma. Itinerari culturali nella provincia di Grosseto, Nuova Immagine, Siena, 1995, p. 182.

Collegamenti esterni Modifica

  • «NASINI» in Enciclopedia on line, Treccani.it.
  • Felice Mastrangelo, «NASINI» in Dizionario Biografico degli Italiani, Volume 77, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2012.
  • Annalisa Pezzo, «NASINI, Giuseppe Nicola» in Dizionario Biografico degli Italiani, Volume 77, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2012.

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