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Museo di arte sacra di Massa Marittima

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Il Museo di arte sacra di Massa Marittima è la principale pinacoteca della città ed è ospitata nel complesso museale di San Pietro all'Orto, congiuntamente al Centro espositivo di arte contemporanea Angiolino Martini.

Storia Modifica

Il museo di arte sacra, voluto dall'amministrazione comunale insieme alla diocesi di Massa Marittima-Piombino, è stato inaugurato ufficialmente il 19 marzo 2005 nelle sale del complesso di San Pietro all'Orto.[1] Un primo tentativo di istituire una pinacoteca era stato effettuato nel 1867, quando l'anno precedente furono soppressi gli ordini religiosi ed incamerati i loro beni,[2] con la costituzione del Museo Civico di Massa Marittima ad opera di Stefano Galli da Modigliana all'interno del convento di Sant'Agostino, contenente una vasta e dispersiva raccolta di ogni genere d'antiquariato.[3] Quando il museo civico fu trasferito dalla chiesa di Sant'Agostino all'ex monastero di Santa Chiara sul finire del secolo, la pinacoteca fu soppressa e tutte le opere pittoriche vennero raccolte e conservate in un magazzino,[4] ad eccezione della Maestà di Ambrogio Lorenzetti, già allora considerata opera principale del museo, che fu restaurata ed esposta all'interno del Palazzo Comunale nell'ufficio del sindaco, originariamente cappella dei Priori realizzata nel 1525.[5]

Le opere esposte all'interno provengono principalmente dalla cattedrale di San Cerbone e da altre chiese di Massa Marittima, grazie ad una convenzione tra il Comune, la Soprintendenza per i beni artistici e storici di Grosseto e Siena e la diocesi di Massa Marittima-Piombino.[6]

Edificio Modifica

Vedere anche Chiesa di San Pietro all'Orto

La pinacoteca è situata all'interno del convento di San Pietro all'Orto in corso Diaz.

Sale espositive Modifica

Piano terra Modifica

La visita al museo d'arte sacra inizia dalla prima entrata della struttura in corso Diaz al numero civico 36, dove si accede ad una saletta con biglietteria e book-shop dalla quale si esce nuovamente per entrare in un cortile del convento. Dalla porta di fronte a destra si accede alla prima sala del museo.

Sala 1 Modifica

Museo di arte sacra Massa Marittima.jpg

Bassorilievi in alabastro grigio raffiguranti i dodici apostoli.

La prima sala del museo è dedicata a frammenti lapidei di sculture risalenti agli anni tra il XII e il XIII secolo, come capitelli, modanature e mensole[7] provenienti in buona parte dalla cattedrale di San Cerbone. Interessanti i dieci pannelli con bassorilievi in alabastro grigio, o più propriamente anidrite scurita, di datazione controversa,[8][9] forse in origine plutei d'altare, che raffigurano diversi personaggi e situazioni di dubbia interpretazione. Gli storici hanno tuttavia individuato con sicurezza i dodici apostoli, disposti su tre formelle e tra i quali è facilmente riconoscibile san Pietro con le sue chiavi, e la strage degli innocenti, su due formelle con sottostanti rosoni. Altri bassorilievi raffigurano una Maiestas Domini, un santo guerriero (san Michele o san Martino?), un chierico con vescovo benedicente (da alcuni identificati anche con san Regolo e san Cerbone), tre uomini che si scambiano del pane, probabilmente rappresentazione della scena evangelica della moltiplicazione dei pani (anche se vi è chi la interpreta come allegoria della Carità)[10] e una Maiestas Domini più piccola della precedente che sovrasta una Madonna Incoronata tra gli angeli (ma anche qui l'interpretazione è dubbia). Questi bassorilievi furono furono murati nel 1880 nella parete interna della facciata del Duomo e rinvenuti solo successivamente. Un'altra ipotesi è che in origine le sculture sarebbero state realizzate per essere esposte all'aperto: questo spiegherebbe il motivo della pietra scurita da uno strato di vernice grassa con la quale sono state ricoperte, che conferisce loro il colore grigio scuro, quasi metallico.[11]

Nella stessa sala si possono vedere inoltre alcuni frammenti di capitelli del XIII secolo sempre provenienti dalla cattedrale (in travertino, in marmo bianco e in calcare cavernoso), due frammenti di modanatura decorata a ovuli in pietra calcarea, opera dell'architetto e scultore Giroldo da Como[12] – documentato in Toscana tra il 1250 e il 1284 – e alcune mensole decorate con foglie d'acanto della fine del Duecento in travertino. Di Giroldo da Como è presente anche un'acquasantiera con i simboli di san Marco e san Matteo, originariamente posta nella chiesa di Sant'Agostino. Completano la prima sala altri due frammenti provenienti dalla chiesa di Sant'Agostino: un capitello con figure in calcare ed un altro in travertino decorato con foglie d'acanto, un uccello e una figura mostruosa.

Regesto degli oggetti d'arte
  1. Santo guerriero
  2. Chierico e vescovo benedicente
  3. Apostoli
  4. Apostoli
  5. Apostoli
  6. Strage degli innocenti
  7. Strage degli innocenti
  8. Moltiplicazione dei pani
  9. Maiestas Domini
  10. Maiestas Domini e Madonna Incoronata fra gli angeli
  11. Capitello con figure
  12. Capitello da parasta
  13. Modanatura decorata a ovuli, Giroldo da Como
  14. Modanatura decorata a ovuli, Giroldo da Como
  15. Capitello composito all'antica
  16. Capitello con foglie d'acanto arricciate
  17. Capitello con foglie d'acanto, un uccello e una figura mostruosa
  18. Capitello a foglie d'acanto dispiegate
  19. Acquasantiera con i simboli di san Marco e san Matteo, Giroldo da Como
  20. Mensola con foglie d'acanto
  21. Mensola con foglie d'acanto
  22. Mensola con foglie d'acanto

Sala 2 Modifica

Museo di arte sacra Massa Marittima 3.jpg

Statuette marmoree di Gano di Fazio.

Museo di arte sacra Massa Marittima 2.jpg

Crocifisso ligneo e sculture in marmo di Giovanni Pisano. Sulla destra, in primo piano, il san Cerbone ligneo del XIV secolo.

La seconda sala del museo è dedicata alla scultura gotica pisana e senese degli anni tra il XIII e il XIV secolo, dove spiccano le undici statuette marmoree rappresentanti santi, apostoli e profeti, provenienti probabilmente dall'iconostasi della cattedrale di San Cerbone: otto sculture in marmo bianco sono attribuibili all'artista senese Gano di Fazio[13] (si riconoscono tra i personaggi raffigurati san Paolo, san Giovanni Battista ed un apostolo), mentre le altre tre, in marmo bianco-grigio dipinto, a Camaino di Crescentino,[14] padre del più celebre Tino.

Sul fondo della sala è realizzata una ricostruzione del coronamento della facciata del Duomo, con tre sculture attribuite a Giovanni Pisano[15] che rappresentano un cavallo, una figura umana accucciata (probabilmente un generico telamone, anche se il Petrocchi lo identifica con san Pietro)[16] ed un grifone. Dalla stessa bottega di Giovanni Pisano provengono probabilmente i due frammenti esposti di guglie a foglie d'acanto in travertino.

Completano la sala un frammento di una scultura in legno intagliato e dipinto raffigurante san Cerbone, di autore sconosciuto degli inizi del Trecento, un Crocifisso ligneo attribuito a Giovanni Pisano, ed un'interessantissima Croce stauroteca – contenente reliquia – in legno laminato d'argento e rame dorato e inciso, decorata con smalti traslucidi. L'iscrizione a bordo base riporta «HOC MEUS ET GADDUS CEUS ANDREUSQ. MAGISTRI PISIS FECERUNT ARGENTI AURIQ. MINISTRI» ed è quindi possibile attribuire con sicurezza l'opera ai maestri Meo di Tale, Gaddo di Giovanni da Cascina e Ceo di Colo[17], mentre non è sicura l'identità della quarta firma, Andrea: la tecnica utilizzata ha però reso propensa la critica ad individuare in Andrea il celebre artista Andrea da Pontedera, meglio noto come Andrea Pisano, il che renderebbe il reliquiario di Massa Marittima l'unica opera di oreficeria dello scultore pontederese.[18]

Regesto degli oggetti d'arte
  1. Cavallo, Giovanni Pisano
  2. Figura umana accucciata, Giovanni Pisano
  3. Grifone, Giovanni Pisano
  4. Guglia a foglie d'acanto, bottega di Giovanni Pisano
  5. Guglia a foglie d'acanto, bottega di Giovanni Pisano
  6. Crocifisso, Giovanni Pisano
  7. San Paolo, Gano di Fazio
  8. Sacerdote con la barba lunga, Gano di Fazio
  9. San Giovanni Battista, Gano di Fazio
  10. Apostolo imberbe con libro, Gano di Fazio
  11. Sacerdote barbato, Gano di Fazio
  12. Profeta barbato con rotulo avvolto, Gano di Fazio
  13. Profeta barbato con rotulo dispiegato, Camaino di Crescentino
  14. Profeta barbato con rotulo dispiegato tra le mani, Gano di Fazio
  15. Profeta imberbe con rotulo dispiegato, Gano di Fazio
  16. Apostolo imberbe, Camaino di Crescentino
  17. Chierico imberbe con libro aperto, Camaino di Crescentino
  18. San Cerbone
  19. Croce reliquiario del legno della Santa Croce, Meo di Tale, Gaddo di Giovanni da Cascina, Ceo di Colo, Andrea Pisano

Sala 3 Modifica

Vedere anche Maestà di Ambrogio Lorenzetti

Maestà del Lorenzetti.jpg

La Maestà di Ambrogio Lorenzetti.

La terza sala è dedicata all'arte del XIV secolo e spiccano particolarmente due opere dei fratelli Lorenzetti: una vetrata dalla sagrestia del Duomo raffigurante il Crocifisso di Pietro Lorenzetti[19] e la grandiosa Maestà di Ambrogio Lorenzetti, la più famosa opera pittorica del museo d'arte sacra, se non dell'intera città di Massa Marittima. Proveniente dal convento di Sant'Agostino, la Maestà è un capolavoro del periodo maturo dell'artista, datata 1340 circa, ed è caratterizzata da un'unione di simbologia medievale con stili formali classici, dove al centro troneggia la Madonna col Bambino seduta sulle ali spiegate di due angeli.

Completano la sala una base di colonna in marmo realizzata da Goro di Gregorio;[20] un rilievo frammentario raffigurante una testa barbuta e foglie d'acanto degli inizi del Trecento; un reliquario a pisside (argento e rame fuso dorati, incisi, punzonati, cesellati, smalti opachi e lucidi) contenente un dito di San Cerbone di alcuni orafi senesi del terzo decennio del XIV secolo; una Madonna con Bambino in alabastro bianco di area francese; un fermaglio da piviale con l'immagine di San Cerbone in cattedra fra due angeli (rame sbalzato, bulinato, cesellato, parzialmente dorato, smalti opachi e paste vitree); infine, un reliquiario a pisside in argento e rame fuso dorati, incisi, punzonati, cesellati, smalti opachi e lucidi, contenente, secondo la tradizione, un tessuto del perizoma di Gesù, realizzato dal senese Goro di Ser Neroccio.[21]

Regesto degli oggetti d'arte
  1. Base di colonna, Goro di Gregorio
  2. Testa barbata e foglie d'acanto
  3. Reliquiario a pisside
  4. Reliquiario a pisside, Goro di Ser Neroccio
  5. Fermaglio da pivialeSan Cerbone in cattedra fra due angeli
  6. Madonna con Bambino
  7. Crocifisso, Pietro Lorenzetti
  8. Maestà, Ambrogio Lorenzetti

Piano superiore Modifica

Sala 4 Modifica

La visita della quarta sala del museo inizia con un'installazione contenente un'interessante collezione di ceramiche disposte su tre palchetti: una raccolta che copre un arco di tempo che va dal XVI secolo agli inizi del XIX secolo. Ospitate nel vecchio Museo Civico di Massa, la maggior parte di esse è da ricondurre all'area senese, anche se non mancano esemplari dalle botteghe di Montelupo (Firenze), Albisola (Savona), Ariano Irpino (Avellino), Deruta (Perugia), Faenza (Ravenna) e della Sicilia.

Regesto delle ceramiche
  1. Manifattura senese, 1505-1515, albarello biansato, maiolica dipinta con decoro alla porcellana, iscrizione: MALVE C(ON)FETTE.
  2. Manifattura senese, 1505-1515, albarello biansato, maiolica dipinta con decoro alla porcellana, iscrizione: SAVORITO.
  3. Manifattura di Montelupo, 1540-1570, albarello, maiolica dipinta con decoro alla palmetta persiana.
  4. Manifattura di Montelupo, 1540-1570, albarello, maiolica dipinta con decoro alla palmetta persiana.
  5. Manifattura di Montelupo, 1540-1570, albarello, maiolica dipinta con decoro alla palmetta persiana.
  6. Manifattura di Montelupo, 1540-1570, albarello, maiolica dipinta con decoro alla palmetta persiana.
  7. Manifattura senese, fine XVII secolo, albarello, maiolica dipinta con decoro a foglie e figura allegorica, con sigla S. D. e cartiglio inscritto: IN ME QUIES, su fondo blu berrettino, iscrizione: TRO(CISCI) DI ASSENTIO.
  8. Manifattura senese, fine XVII/inizi XVIII secolo, albarello biansato, maiolica dipinta con decoro a foglie su fondo blu berrettino, iscrizione: SENA ORIEN(TAL)E.
  9. Manifattura senese, fine XVII/inizi XVIII secolo, albarello biansato, maiolica dipinta con decoro a foglie su fondo blu berrettino, iscrizione: BOLO ORIEN(TAL)E.
  10. Manifattura di Montelupo, bottega dei Brizzelli, 1650-70, ampollone monoansato, maiolica dipinta con decoro a foglia blu (probabile provenienza originaria dalla spezieria di Santa Fina a San Gimignano).
  11. Manifattura di Montelupo, 1640-60, albarello, maiolica dipinta con decoro alla foglia invadente.
  12. Manifattura di Montelupo, bottega dei Brizzelli, 1650-70, ampollone monoansato, maiolica dipinta con decoro alla foglia policroma, con marca S cerchiata all'attacco inferiore dell'ansa (probabile provenienza dalla spezieria di Santa Fina a San Gimignano).
  13. Manifattura siciliana, XVII secolo, albarello, maiolica dipinta con decoro a palmetta persiana stilizzata.
  14. Manifattura siciliana, XVIII secolo, lucerna, maiolica dipinta.
  15. Manifattura siciliana, XVIII secolo, lucerna, maiolica dipinta.
  16. Manifattura di Faenza, fine XVI secolo, saliera del genere dei “bianchi” sorretta da quattro arpie, maiolica dipinta con stemma non identificato nella vasca.
  17. Manifattura di Colle di Val d'Elsa, fine XVI/inizi XVII secolo, saliera sorretta da un leone, un cane e una sfinge, maiolica dipinta con volto di donna nella vasca.
  18. Manifattura di Ariano Irpino, metà XVIII secolo, saliera con figura muliebre, maiolica dipinta.
  19. Manifattura di Ariano Irpino, metà XVIII secolo, saliera con figura muliebre, maiolica dipinta.
  20. Manifattura di area senese, fine XVII secolo, oliera monoansata, maiolica dipinta con decorazione sommaria in verde e bruno.
  21. Manifattura di area senese, fine XVII secolo, boccale, maiolica dipinta con decorazione sommaria in verde e bruno.
  22. Manifattura campana, inizi XIX secolo, fiasca ad alto piede, corpo schiacciato e due passanti, maiolica dipinta con decori fitomorfi stilizzati.
  23. Manifattura di area senese, 1739, fiasca a corpo ovoidale e quattro passanti, maiolica dipinta a decoro limitato in blu, insegna conventuale agostiniana con Pastorale, sigla S(ANTO) A(GOSTINO) e data 1739.
  24. Manifattura di area senese, fine XVII/inizi XVIII secolo, calice, maiolica dipinta con decorazione monocroma blu tra due leoni rampanti.
  25. Manifattura di Montepulciano, prima metà XVIII secolo, piatto buccellato, maiolica dipinta con uccello su sfondo vegetale.
  26. Manifattura di area senese, prima metà del XVII secolo, crespina, maiolica dipinta a imitazione del lustro metallico (Trigramma cristologico e simboli della Passione).
  27. Manifattura di area senese, prima metà del XVII secolo, crespina, maiolica dipinta con decorazione fitomorfa.
  28. Manifattura di Deruta, prima metà XVII secolo, crespina, maiolica dipinta con decoro naturalistico (uccello e fiori) a imitazione del lustro metallico.
  29. Manifattura di area senese, seconda metà del XVII secolo, targa murale con scudo araldico (capre d'oro affrontata all'albero in verde), maiolica dipinta.
  30. Manifattura di Montepulciano, metà del XVIII secolo, crespina, maiolica dipinta con decorazione (putto in un paesaggio) monocroma blu.
  31. Manifattura di Montepulciano, prima metà XVII secolo, crespina, maiolica dipinta in blu con Trigramma cristologico (IHS) racchiuso nel disco solare di San Bernardino e con contorno a fiori inversi.
  32. Manifattura di area senese, prima metà XVII secolo, crespina, maiolica dipinta in blu, verde e giallo con Trigramma cristologico (IHS) e contorno fitomorfo stilizzato.
  33. Manifattura Conradi di Albisola, metà XVIII secolo, piatto scodelliforme, maiolica dipinta con decoro a cineserie, marca “tocco” al retro.
Museo di arte sacra Massa Marittima 5.jpg

La Madonna col Bambino e l'Incoronazione della Vergine di Sano di Pietro.

Museo di arte sacra Massa Marittima 4.jpg

La quarta sala con la collezione di ceramiche sulla sinistra, l'Adorazione di Piero di Francesco Orioli sullo sfondo, e parziale veduta delle lastre tombali in marmo.

La grande sala, infine, è dedicata alla pittura e all'arte del Quattrocento, con qualche incursione nel XVI secolo, e contiene alcuni capolavori di grandi autori come Sano di Pietro[22] e Stefano di Giovanni detto il Sassetta.[23] Del primo sono presenti ben cinque opere, ovvero quattro pale d'altare del deposito della Pinacoteca Nazionale di Siena ed una frammentaria tavola proveniente dalla cattedrale di San Cerbone raffigurante la Presentazione di Gesù al Tempio, trafugata nel 1921, tagliata a pezzi – probabilmente per facilitarne la vendita – ed in seguito ritrovata e ricomposta;[24] del secondo è presente un'unica opera, l'Arcangelo Gabriele annunciante, una delle cuspidi del polittico eseguito nel 1424 per la Compagnia dell'Arte della Lana di Siena, il cui pendant raffigurante la Vergine annunziata si trova oggi alla Yale University Art Gallery di New Haven, Stati Uniti.[25]

Un'altra pittura interessante è l'Adorazione del Bambino con i santi Bernardino e Antonio da Padova del senese Pietro di Francesco degli Orioli,[26] tavola del 1480 proveniente dalla chiesa di Sant'Agostino, ma originariamente collocata dalla chiesa di San Bernardino a Vetreta. Altre pitture quattrocentesche sono un affresco dal Duomo di Massa Marittima raffigurante due donne ornanti di un anonimo maestro di Monticiano ed una Madonna con Bambino della scuola di Sano di Pietro dell'ottavo decennio del secolo, proveniente dalla compagnia della Misericordia.

Per quanto riguarda la scultura sono esposti due pregevoli Angeli reggicandelabro quattrocenteschi in legno policromo di Domenico di Niccolò, detto dei Cori[27] per aver intagliato e intarsiato il coro della cappella del Palazzo Comunale di Siena.[28] Interessanti anche due lastre tombali in marmo: la prima proveniente dalla cattedrale di San Cerbone realizzata per il vescovo Antonio di Francesco Casini, morto nel 1430; la seconda proveniente dalla chiesa di Sant'Agostino realizzata da Urbano da Cortona[29] per il teologo agostiniano fra' Michele Beccucci, morto nel 1479.

Infine, completano la visita due opere del Cinquecento: una terracotta dipinta raffigurante un apostolo dell'aretino Zaccaria Zacchi[30] ed una pittura del fiorentino Francesco del Brina,[31] Sant'Onofrio indica il Crocifisso.

Regesto degli oggetti d'arte
  1. Angelo reggicandelabro, Domenico di Niccolò dei Cori
  2. Angelo reggicandelabro, Domenico di Niccolò dei Cori
  3. Lastra tombale del vescovo Antonio di Francesco Casini
  4. Lastra tombale del teologo agostiniano fra' Michele Beccucci, Urbano da Cortona
  5. Apostolo, Zaccaria Zacchi
  6. Due donne ornanti, maestro di Monticiano
  7. Arcangelo Gabriele annunciante, Stefano di Giovanni detto il Sassetta
  8. Santi Francesco, Ludovico di Tolosa e Girolamo, Sano di Pietro
  9. Presentazione di Gesù al tempio, Sano di Pietro
  10. Santi Ludovico, Lucia, Sebastiano/Santi Francesco, Chiara, Bernardino, Sano di Pietro
  11. Santi Michele arcangelo, Agostino, Benedetto, Ludovico di Tolosa/Santi Luca, Girolamo, Antonio abate, Bernardino, Sano di Pietro
  12. Incoronazione della Vergine, Sano di Pietro
  13. Madonna con Bambino, allievo di Sano di Pietro
  14. Adorazione del Bambino con Santi Bernardino e Antonio da Padova, Pietro di Francesco degli Orioli
  15. Sant'Onofrio indica il Crocifisso, Francesco del Brina

Sala 5 Modifica

La visita al museo d'arte sacra si conclude nella quinta sala, composta da tre installazioni che espongono antichi arredi liturgici e paramenti sacri provenienti dalle chiese della diocesi. L'oggetto più interessante è una pianeta risalente alla fine del Quattrocento.

Prima installazione
  1. Mitra, fine XVII/inizi XVIII scolo, gros bianco laminato ricamato con filo dorato liscio, riccio, canutiglia e lamina con pietre incastonate.
  2. Mitra, seconda metà XVIII secolo, gros bianco laminato in argento, lamina, canutiglia, paillettes e pietre incastonate.
  3. Mitra, seconda metà XVIII secolo, taffetà bianco ricamato con filo dorato, lamina, canutiglia, paillettes e seta policrome nelle infule con stemma del vescovo Giuseppe Maria Traversi (in carica dal1825 al 1875).
  4. Mitra, fine XVIII secolo, gros bianco laminato in argento, ricamato con filo dorato liscio, riccio, lamina, paillettes, pietre incastonate, nella parte anteriore una colomba ricamata a rilievo con filo d'argento, canutiglia riccia e liscia.
  5. Guanti, seconda metà XIX secolo, maglia in seta rossa con ricami in oro filato liscio, riccio, lamina, canutiglia liscia e riccia, paillettes, galloncino in oro filato.
  6. Custodia per mitra, prima metà XVIII secolo, legno rivestito di pelle.
Museo di arte sacra Massa Marittima 6.jpg

Corale miniato del XVIII secolo.

Seconda installazione
  1. Pianeta, fine XV secolo.
  2. Pianeta, seconda metà XVI secolo.
  3. Pianeta, seconda metà XVI secolo.
  4. Pianeta, fine XVI/inizi XVII secolo.

Infine sono presenti due corali miniati del Settecento e una collezione composta da venti arredi sacri di vario genere, come calici, reliquiari e porta-incensi.

Dalla quinta e ultima sala del museo d'arte sacra si accede infine al Centro espositivo di arte contemporanea Angiolino Martini, interessante raccolta di pitture e grafiche del Novecento italiano, che occupa l'ultima sezione del complesso museale di San Pietro all'Orto.

Servizi Modifica

  • Presenza di bookshop contenente le maggiori pubblicazioni in commercio sull'archeologia a Massa Marittima, oltre che testi di carattere generale sulla Maremma e altre località della provincia di Grosseto. Inoltre è possibile acquistare gadgets, poster, cartoline, souvenir di altro genere legati al museo e alla città.
  • Servizio di prenotazione visite guidate sia in lingua italiana che in lingue straniere.
  • Attività didattiche per le scuole ad opera della Cooperativa Colline Metallifere (su prenotazione).
  • Organizzazione di conferenze, convegni e iniziative di carattere culturale.
  • Servizi di prevendita biglietti per eventi culturali significativi di Massa Marittima come la rassegna teatrale Lirica in Piazza e la manifestazione storica del Balestro del Girifalco.
  • Sede autorizzata per la celebrazione di matrimoni civili.

Amministrazione Modifica

  • Direttore: Roberta Pieraccioli
  • Contatti: tel. 0566.901954 - 0566.902289; fax 0566.902289

Note Modifica

  1. Aperto il Museo d'arte sacra. La Maestà del Lorenzetti ha una nuova casa, Il Tirreno, 20 marzo 2005.
  2. Enrico Lombardi, Massa Marittima e il suo territorio nella storia e nell'arte, Edizioni Cantagalli, Siena, 1985, p. 302.
  3. Lombardi, op. cit., p. 298.
  4. Lombardi, op. cit., p. 303.
  5. Luigi Petrocchi, Massa Marittima. Arte e storia, Venturi, Firenze, 1900, pp. 83-84.
  6. Roberta Pieraccioli, Guida ai musei di Massa Marittima, Aska Edizioni-Inprogress, Firenze, 2005, p. 19.
  7. Bruno Santi, "Massa Marittima", in Guida storico-artistica alla Maremma. Itinerari culturali nella provincia di Grosseto, Nuova Immagine, Siena, 1995, p. 43.
  8. Santi, ibidem.
  9. Enzo Carli, L'arte a Massa Marittima, Siena, 1976, pp. 33-34.
  10. Carli, op. cit., p. 33.
  11. Andrea Semplici, La Maremma dei musei. Viaggio emozionale nell'arte, la storia, la natura, le tradizioni del territorio grossetano, Edizioni Effigi, Arcidosso, 2012, p. 22.
  12. Giroldo da Como sul Dizionario Biografico degli Italiani e sull'Enciclopedia dell'Arte Medievale Treccani.
  13. Gano di Fazio sull'Enciclopedia dell'Arte Medievale Treccani.
  14. Camaino di Crescentino sul Dizionario Biografico degli Italiani Treccani.
  15. Giovanni Pisano sul Dizionario Biografico degli Italiani e sull'Enciclopedia dell'Arte Medievale Treccani.
  16. Luigi Petrocchi, Massa Marittima. Arte e storia, Arturo Venturi, Firenze, 1900, p. 30.
  17. Meo, Gaddo e Ceo sull'Enciclopedia dell'Arte Medievale Treccani.
  18. Pietro Torriti, Massa Marittima. Nuova guida pratica, Bonechi Edizioni "Il Turismo", Sesto Fiorentino, 2010, p. 46.
  19. Pietro Lorenzetti sul Dizionario Biografico degli Italiani e sull'Enciclopedia dell'Arte Medievale Treccani.
  20. Goro di Gregorio sul Dizionario Biografico degli Italiani e sull'Enciclopedia dell'Arte Medievale Treccani.
  21. Goro di Ser Neroccio sul Dizionario Biografico degli Italiani Treccani.
  22. Sano di Pietro sull'Enciclopedia Treccani.
  23. Il Sassetta sull'Enciclopedia Treccani.
  24. Semplici, op. cit., p. 25.
  25. Santi, op. cit., pp. 44-45.
  26. Pietro di Francesco degli Orioli sull'Enciclopedia Treccani.
  27. Domenico di Niccolò dei Cori nel Dizionario Biografico degli Italiani.
  28. Torriti, op. cit., p. 50.
  29. Urbano da Cortona sull'Enciclopedia Treccani.
  30. Zaccaria Zacchi sull'Enciclopedia Treccani.
  31. La famiglia del Brina sul Dizionario Biografico degli Italiani.

Bibliografia Modifica

  • Enzo Carli, L'arte a Massa Marittima, Siena, 1976.
  • Enrico Lombardi, Massa Marittima e il suo territorio nella storia e nell'arte, Edizioni Cantagalli, Siena, 1985.
  • Luigi Petrocchi, Massa Marittima. Arte e storia, Arturo Venturi, Firenze, 1900.
  • Roberta Pieraccioli, Guida ai musei di Massa Marittima, Aska Edizioni-Inprogress, Firenze, 2005.
  • Bruno Santi, "Massa Marittima", in Guida storico-artistica alla Maremma. Itinerari culturali nella provincia di Grosseto, Nuova Immagine, Siena, 1995.
  • Andrea Semplici, La Maremma dei musei. Viaggio emozionale nell'arte, la storia, la natura, le tradizioni del territorio grossetano, Edizioni Effigi, Arcidosso, 2012.
  • Pietro Torriti, Massa Marittima. Nuova guida pratica, Bonechi Edizioni "Il Turismo", Sesto Fiorentino, 2010.

Collegamenti esterni Modifica

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