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Massa Marittima

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Massa Marittima
comune
Massa Marittima panorama.jpg
Veduta aerea

Altitudine

380 m s.l.m.

Superficie

283,73 km²

Abitanti

8.584 (31-1-2013)

Nome abitanti

massetani

Coordinate

3°03′00″N 10°53′37″E

Codice postale

58024

Prefisso telefonico

0566

Massa Marittima è un comune di 8.584 abitanti[1] della provincia di Grosseto ed è situato nell'area delle Colline Metallifere.

Geografia fisica Modifica

Territorio Modifica

Il centro di Massa Marittima è situato su una delle propaggini meridionali delle Colline Metallifere, che dominano la sponda sinistra del fiume Pecora, corso d'acqua che ha le proprie sorgenti nella parte nord-orientale del territorio comunale, a sud-ovest della località di Niccioleta.

Il comune di Massa Marittima confina a nord-ovest con il comune di Monterotondo Marittimo, a nord-est con il comune di Montieri, a est con il comune di Roccastrada, a sud con i comuni di Gavorrano e Scarlino, a sud-ovest con il comune di Follonica, a ovest con il comune di Suvereto della provincia di Livorno.

La parte occidentale e meridionale del territorio comunale digrada verso la pianura maremmana, mentre nella parte sud-orientale si estende il Lago dell'Accesa di origine carsica, di cui è emissario il fiume Bruna.

Pur all'interno di un'area a bassa sismicità, tra gli ultimi eventi sismici è da segnalare un terremoto di magnitudo (Ml) 3,3, avvenuto alle ore 23:12:16 italiane del giorno 16 febbraio 2008 (22:12:16 16 fabbraio 2008 - UTC). Il terremoto è stato localizzato dalla Rete Sismica Nazionale dell'INGV e dalla rete MedNet nel distretto sismico Colline Metallifere.

  • Classificazione sismica: zona 3 (sismicità bassa), Ordinanza PCM 3274 del 20/03/2003

Clima Modifica

La città di Massa Marittima e gran parte del territorio comunale sono caratterizzati da un clima con temperature inferiori rispetto alla corrispondente area pianeggiante e fascia costiera, a causa delle prevalenti quote collinari.

L'inverno risulta pertanto più freddo rispetto ai limitrofi comuni occidentali e meridionali, mentre l'estate è generalmente calda ma senza particolari eccessi di umidità relativa e di conseguenti condizioni afose.

In base ai dati medi disponibili per il trentennio 1951-1980 per due stazioni meteorologiche situate all'interno del territorio comunale, la temperatura media annua si aggira attorno ai +14°C, sia a Massa Marittima (370 metri s.l.m.) che a Montebamboli (338 metri s.l.m.). Le precipitazioni medie annue sono influenzate dalla presenza dei vicini rilievi delle Colline Metallifere, risultando superiori in entrambe le località ai 900 mm.

Il comune è classificato in zona E, con una sommatoria di 2129 gradi giorno, che consente l'accensione degli impianti di riscaldamento tra il 15 ottobre e il 15 aprile, fino ad un massimo di 14 ore giornaliere.

Storia Modifica

Vedere anche Storia di Massa Marittima

La storia antica di Massa Marittima è scarsamente documentata, ma è certo che l'area circostante fu abitata già in epoca preistorica, come testimoniano numerosi ritrovamenti databili alla fine del paleolitico nelle località di Pianizzoli, Valmora, Le Tane e Vado all'Arancio. Insediamenti etruschi sono stati invece rinvenuti nella zona del lago dell'Accesa e non solo (Campo al Ginepro, Macchia del Monte, Poggio Corbello, Poggio Castiglione[2], Podere Nuovo e Valpiana) databili in un lungo periodo di tempo che va dal IX al V secolo a.C. Ulteriore prova dell'esistenza di un probabile insediamento nel luogo in cui oggi grossomodo sorge Massa Marittima è dato dalle Res Gestae di Ammiano Marcellino, dove viene citata una Massa Veternensis come luogo di nascita di Costanzo Gallo (325 ca. – 354)[3], nipote di Costantino, riconducibile forse alla località di Massa Vecchia.

Il nome di Massa compare per la prima volta in un documento del X secolo, in un elenco di castelli e corti venduti al chierico Ropprando dal marchese Lamberto il 18 aprile 973 e successivamente ricomprati da Ermengarda, rimasta vedova di Lamberto, il 15 febbraio 986.

Il secolo che sancì l'inizio della definitiva fioritura della città fu il secolo XI, quando avvenne il graduale trasferimento a Massa Marittima della sede episcopale di Populonia, saccheggiata dai pirati greci e distrutta dalla flotta di Niceta, prefetto di Costantinopoli: una lettera di papa Alessandro II al vescovo Tegrino del 1062 testimonia il già avvenuto trasferimento del vescovo a Massa. Inizialmente posta in accomandigia a Pisa (1216), la città conobbe l'apice del suo splendore negli anni in cui si costituì libero comune (1255-1337), conoscendo una grande espansione urbanistica e grazie alla realizzazione di edifici di grande pregio visibili ancora oggi. Dal 1° maggio 1317 alla fine del 1319 la città batté anche moneta propria, il Grosso di argento da 20 denari e il denaro piccolo in mistura[4]. Entrata nelle mire della città del Palio, con la quale si legò in rapporti di collaborazione sin dalla metà del XIII secolo, partecipando al fianco di essa nella battaglia di Montaperti (1260), sì unì ad essa in tre leghe (1276, 1307, 1319) e lentamente finì per essere completamente assoggettata.

I secoli della dominazione senese furono periodi bui, in cui Siena sfruttò le potenzialità economiche della città indebolendola fino all'annichilimento. Le pestilenze (le più gravi nel 1348 e nel 1400) ed il calo demografico portarono la città ad una decadenza fino ad allora mai conosciuta, cui si aggiunse l'insalubrità del luogo, poiché i senesi mai si interessarono, come accadde anche a Grosseto e in altre località della Maremma, alle opere di bonifica. Nel 1554, durante la guerra tra Siena e il duca Cosimo de' Medici, la fortezza di Massa capitolò, assediata dagli spagnoli guidati da Carlo Gonzaga. Il 3 febbraio 1555 la città fu inglobata nel Granducato di Toscana.

Durante il dominio mediceo, la città conobbe un iniziale tentativo di bonifica ad opera del granduca Ferdinando I, ma successivamente nessuno dei successori si interessò più alle sorti di Massa e della Maremma: gli unici interventi erano legati alle attività siderurgiche di Valpiana, mentre per il resto, la mancata assistenza dei torrenti fece ritornare in pessimo stato le condizioni ambientali. La malaria spopolò nuovamente la città e, quando nel 1737 la casata dei Medici scomparve, Massa contava solamente 527 abitanti. Fu nel corso del secolo XVIII, sotto i Lorena, che la città rifiorì nuovamente. Il 18 marzo 1766 il granduca Pietro Leopoldo divise lo Stato senese in due province: la provincia superiore e la provincia inferiore. La provincia inferiore aveva capo a Grosseto ed era a sua volta suddivisa in quattro capitanati, Grosseto, Arcidosso, Sovana e la stessa Massa. Negli anni tra il 1770 ed il 1790 furono bonificate le aree del padule di Ghirlanda, di quello delle Venelle, del Pozzaione e dell'Aronna. Leopoldo II di Lorena, nel XIX secolo, continuò le opere di miglioramento ambientale ed economico: fu riaperta la miniera di lignite di Montebamboli, quella di allume di Montioni, e Massa ritornò ad essere città mineraria. Dette nuovo impulso alle ferriere di Valpiana e rese Follonica città della ghisa.

Massa partecipò attivamente ai moti risorgimentali che portarono all'unità d'Italia. Garibaldi stesso passò per Massa Marittima, di cui in seguito divenne cittadino onorario, e furono proprio alcuni giovani massetani, i fratelli Lapini, tra gli altri, ad aiutarlo a raggiungere Cala Martina per imbarcarsi verso Porto Venere nel settembre 1849. Nel 1923 la città di Follonica, da sempre frazione di Massa Marittima, si costituì comune autonomo. Sul finire della seconda guerra mondiale, infine, si registrano a Massa episodi di lotte partigiane ed un forte impegno nella Resistenza, nonché dolorose tragedie umane: si ricordano l'eccidio degli ottantatré minatori di Niccioleta (13 giugno 1944) ed il barbaro omicidio di Norma Pratelli Parenti, eroina della Resistenza e medaglia d'oro al valore militare (22 giugno 1944).

Nel dopoguerra Massa Marittima si consolidò centro minerario, finché nel 1994 non chiuse l'ultima miniera. Oggi la città vive principalmente di turismo, grazie alla presenza di numerose opere d'arte, testimonianza del glorioso passato, e alla valorizzazione degli antichi mestieri, legati principalmente alle miniere, che permettono ai visitatori di conoscere una realtà ormai del tutto scomparsa.

Simboli Modifica

Lo stemma di Massa Marittima è costituito da uno scudo sannitico di color rosso su cui è presente un leone dorato rampante. In alto è situato un rastrello blu con gigli attribuito ad una concessione dell'imperatore Carlo IV in visita alla città. Lo scudo è timbrato da una corona da città. Lo stemma ha la seguente blasonatura ufficiale: «di rosso al leone d'oro; capo d'Angiò».

Fu istituito per la prima volta nel 1225 in seguito al raggiungimento della piena autonomia di libero comune. Il colore rosso denotava la forte identità ghibellina dei propri abitanti.

Onoreficenze Modifica

Massa Marittima è stata insignita della Medaglia d'Argento al Valor Militare per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale.

Monumenti e luoghi d'interesse Modifica

Architetture religiose Modifica

Per un elenco completo vedere Chiese di Massa Marittima

  • Chiesa e convento di San Francesco, risalente al XIII secolo ed in stile gotico, fu in seguito divisa dal resto della città dopo la costruzione delle mura senesi nel XIV secolo.
  • Chiesa di San Rocco, edificio di origine quattrocentesca, ospita oggi la sede del Terziere di Borgo.
  • Convento delle Clarisse, risalente al XIII secolo come convento benedettino, passò successivamente all'ordine di Santa Chiara e oggi ospita la Biblioteca comunale.
  • Convento di San Bernardino, situato nella località di Vetreta poco fuori da Massa Marittima, fu costruitonel 1441 in ricordo del santo Bernardino Albizzeschi.

Architetture civili Modifica

Per un elenco completo vedere Palazzi di Massa Marittima

  • Palazzo Comunale, imponente edificio medievale in travertino che troneggia sulla piazza Garibaldi, è sede del Comune di Massa Marittima.
  • Palazzo Malfatti, risalente al XIII secolo, precedentemente era noto come Palazzo Pannocchieschi, in quanto fu fatto costruire dalla potente famiglia Pannocchieschi. Al pian terreno, sulla piazza, si aprono le caratteristiche Logge del Comune.
  • Palazzo Vescovile, di origini medievali, situato di fianco alla cattedrale come residenza del vescovo.
  • Palazzo Pannocchieschi, poi Biagioli, risale alla metà del XIII secolo e fu proprietà dei conti Pannocchieschi.
  • Palazzo dell'Abbondanza, antichi magazzini e granai a tre archi a sesto acuto la cui costruzione iniziò nel 1265 con le fonti pubbliche, dette infatti Fonti dell'Abbondanza.
  • Palazzetto della Zecca, così chiamato perché dal 1317 fu utilizzato per coniare il Grosso, la moneta della Repubblica di Massa. Oggi la palazzina ospita la sede della Società dei Terzieri Massetani.
  • Palazzo Littorio, ex casa del fascio, situato all'ingresso del centro storico in via Ximenes, è un esempio di architettura fascista.
  • Fonti della Bufalona, antiche fonti pubbliche poste extra moenia risalenti al XIII secolo, erano state costruite a servizio delle popolazioni di Massa Vecchia.
  • Molinpresso, mulino fortificato medievale situato ai piedi del colle di Massa Marittima, fu costruito nel 1314 da Tollo degli Albizzeschi.
  • Palazzo dei Ministri a Valpiana, costruito in seguito al 1587 per ospitare gli amministratori (ministri) dei forni fusori del polo metallurgico di Valpiana.
  • Mulino Badii a Ghirlanda, complesso architettonico nato nel 1857, fu acquistato nel 1918 da Mazzini Badii, che lo trasformò nel Mulino Pastificio di Ghirlanda. Oggi il Mulino Badii versa in stato di abbandono.
  • Stazione ferroviaria di Ghirlanda, costruita nel 1909 come capolinea nord della linea ferroviaria Massa Marittima-Follonica, è stata chiusa nel 1944 e completamente dismessa negli anni successivi.

Architetture militari Modifica

Cinte murarie Modifica

  • Mura di Massa Marittima: una prima cinta muraria risale al XII secolo, anche se interventi consistenti di ampliamento sono stati effettuati a più riprese dai Senesi durante il XIV secolo, periodo della costruzione del Cassero.
  • Mura di Tatti, già esistenti nel IX secolo, nel corso del Duecento vennero nuovamente fortificate dai conti Aldobrandeschi con l'edificazione della Rocca aldobrandesca.

Castelli e fortificazioni Modifica

  • Castello di Monteregio, costruito dagli Aldobrandeschi nel IX secolo, fu il primo edificio del centro storico di Massa Marittima. Divenne nel corso dei secoli prima residenza del vescovo, poi dei funzionari del Comune, e infine andò incontro ad anni di declino ed abbandono, finché solo nel 1744 i Lorena vi trasferirono l'ospedale. Con la costruzione della moderna struttura ospedaliera (1977), il castello ha ospitato fino al 1999 la casa di riposo Giovanni Falusi.
  • Cassero Senese di Massa Marittima, fortezza senese situata nel terziere di Città Nuova, fu commissionata al maestro Agnolo di Ventura e completata il 19 febbraio 1337. Ciò che ne rimane è oggi visitabile insieme alla Torre del Candeliere.
  • Torre del Candeliere, fortezza dei massetani costruita nel 1228 sotto la podesteria del pisano Tedice Malabarba per inaugurare l'espansione della città al di fuori della Città Vecchia e del Borgo. Conosciuta anche come Torre dell'Orologio, è attualmente visitabile insieme al Cassero Senese.
  • Castello di Perolla, maniero altomedievale della famiglia Pannocchieschi, si presenta oggi come un piccolo borgo, edificato sui ruderi dell'antica fortificazione, con cappella frutto di ristrutturazioni ottocentesche intitolata a sant'Antonio abate.[5]

Altro Modifica

  • Monumento a Giuseppe Garibaldi, realizzato dallo scultore Ettore Ferrari ed inaugurato in piazza Garibaldi il 2 giugno 1904, è oggi situato nel parco della Rimembranza di fronte al convento delle Clarisse, dove è stato spostato nel 1938.[6]
  • Lapide a Felice Cavallotti, dedicata al celebre patriota italiano, è stata posta nel 1904 sul tratto di cinta muraria esterna al convento di San Francesco in via Verdi.
  • Monumento di Niccioleta, a ricordo dei deceduti nella strage del 1944, è composto da una base e da un pilastro in marmo. Sulla base una lapide riporta i nomi di tutti colori che sono morti a Niccioleta e a Castelnuovo Val di Cecina, mentre l'iscrizione sul pilastro recita: «il fiore de la vita/è qui reciso/ma il vostro sangue/è la certezza/di un amor infinito./Massimo Lippi/13-14.06.1944/13-14.06.2004».
  • Monumento del Ponte di Riotorto, situato lungo la strada provinciale ai piedi della collina di Niccioleta, è composto da due cippi in pietra a ricordo di Gino Tamburini, partigiano della 23a Brigata Garibaldi, ucciso dai tedeschi il 10 giugno 1944. Poco distante il cippo a Vanda Panichi, assassinata nello stesso frangente.

Siti archeologici Modifica

  • Parco archeologico del Lago dell'Accesa: presso il lago, in località La Pesta, sono stati rinvenuti a partire dal 1980 i resti di un insediamento etrusco suddiviso in cinque quartieri (denominati con le lettere A, B, C, D, E), ognuno di essi costituito da un'area abitativa e da una necropoli.[7]
  • Poggio Castiglione: collina su cui sono stati ritrovati i resti di un insediamento etrusco abitato dalla fine del IV secolo agli inizi del III secolo a.C.[8]

Aree naturali Modifica

  • Lago dell'Accesa, bacino lacustre di origine carsica, è un sito di interesse regionale e comunitario, molto frequentato nella stagione estiva per la possibilità di balneazione e per l'interesse archeologico dell'area circostante.
  • Riserva naturale Marsiliana, area protetta istituita nel 1980, occupa una superficie di circa 443 ettari nell'area occidentale del territorio comunale.
  • Parco interprovinciale di Montioni, area naturale protetta di competenza delle province di Grosseto e Livorno, occupa in minima parte alcune aree del comune di Massa Marittima.

Società Modifica

Evoluzione demografica Modifica

Di seguito è riportato il numero degli abitanti di Massa Marittima per le date disponibili. I dati per gli anni 1640, 1745, 1833 e 1839 sono presi dal Dizionario Geografico Fisico Storico della Toscana di Emanuele Repetti; i dati successivi sono quelli ufficiali dei censimenti dell'ISTAT.

  • 1640: 2430 abitanti
  • 1745: 1534 abitanti
  • 1833: 6193 abitanti
  • 1839: 6756 abitanti
  • 1861: 8586 abitanti
  • 1871: 8270 abitanti
  • 1881: 8649 abitanti
  • 1901: 12619 abitanti
  • 1911: 13045 abitanti
  • 1921: 12633 abitanti
  • 1931: 11575 abitanti
  • 1936: 12713 abitanti
  • 1951: 13382 abitanti
  • 1961: 12832 abitanti
  • 1971: 10516 abitanti
  • 1981: 10076 abitanti
  • 1991: 9518 abitanti
  • 2001: 8818 abitanti
  • 2011: 8614 abitanti

Etnie e minoranze straniere Modifica

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2009 la popolazione straniera residente era di 836 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

  • Macedonia: 196 2,22%
  • Romania: 152 1,72%
  • Albania: 88 1,00%

Religione Modifica

La città è sede della diocesi di Massa Marittima-Piombino. Erede dell'antica diocesi di Populonia, ha assunto l'attuale denominazione negli anni settanta del XX secolo, con l'esponenziale crescita economica e demografica della città di Piombino.

Tradizioni e folclore Modifica

  • Balestro del Girifalco: storica manifestazione di elevata importanza culturale, si tiene due volte l'anno in piazza Garibaldi, la quarta domenica di maggio e la seconda domenica di agosto, e risale al periodo in cui Massa fu libero comune: le prime testimonianze di tale pratica sono del XIV secolo. Si tratta di una gara a colpi di balestra in cui si sfidano ventiquattro tiratori, otto per ciascuno degli antichi terzieri: Cittanuova (colori bianco e rosso), Cittavecchia (colori bianco e nero) e Borgo (colori giallo e blu).[9]
  • Festa di San Cerbone: festa patronale di Massa Marittima, si festeggia ogni anno il 10 ottobre. Inizia con la rassegna medievale in costume da piazza Cavour fino a piazza Garibaldi e si conclude con la messa e la cerimonia liturgica del cero e del censo presso la cattedrale.[10]
  • Festa di Santa Barbara: festa patronale della frazione di Niccioleta, borgo di tradizione mineraria, si svolge ogni 4 dicembre. Santa Barbara è infatti la protettrice degli artiglieri e dei minatori, e veniva venerata per scongiurare i pericoli della miniera. Nonostante la chiusura dell'ultima miniera, Campiano, negli anni tra il 1992 e il 1994, ancora oggi tale ricorrenza è celebrata.[11]
  • Festa della Madonna del Canale: ricorrenza della frazione di Prata che si festeggia ogni lunedì di Pentecoste presso l'Oratorio della Madonna alla Fonte Vecchia, ad un chilometro di distanza dal paese. Secondo la leggenda la Madonna apparve in questo luogo e per ricordare tale evento fu realizzata un'edicola votiva con un affresco raffigurante la Vergine (1680); quando l'edicola si deteriorò, l'affresco fu riprodotto su di una tela spostata nella chiesa di Prata, ma per due volte scomparve e riapparve presso la fonte. Fu visto come un segno divino e qui venne realizzato l'oratorio che vediamo oggi: la popolazione di Prata, da allora, in segno simbolico riporta la tela in questione dal paese all'oratorio con una solenne processione ogni tre anni.[12]
  • Fiera di Ghirlanda: fiera che si tiene ogni anno il 1º settembre presso la frazione di Ghirlanda, ha una grande eco nel territorio delle Colline metallifere. Si tratta di una rassegna agrozootecnica, erede della tradizionale mostra mercato del bestiame sopravvissuta fino ad oggi e modernizzata.[13]
  • Le maggiolate: tradizionale festa della Maremma celebrata tra il 30 aprile ed il 1° maggio, prevedeva feste e banchetti nelle vie dei borghi con musiche, canti e recitazione di poesie estemporanee in ottava rima.[14]

Cultura Modifica

Istruzione Modifica

Biblioteche Modifica

A Massa Marittima è presente la Biblioteca Gaetano Badii, dedicata all'importante storico locale, fondata nel 1867 unitamente al museo civico ed ospitata dal 2008 all'interno del convento delle Clarisse.

Musei Modifica

Massa Marittima conta all'interno del proprio territorio comunale un grande numero di complessi museali, percorsi didattici e aree interessate da visite guidate.

I seguenti musei fanno parte della rete provinciale Musei di Maremma:

Sono inoltre presenti anche una mostra sul Risorgimento massetano, ospitata all'interno del museo archeologico; la mostra sulla Resistenza nelle Colline metallifere; ed infine il Parco dei pozzini minerari nella valle dello Stregaio lungo la strada che porta a Monterotondo Marittimo.

Parco nazionale delle Colline Metallifere grossetane Modifica

Il comune di Massa Marittima è inserito all'interno del Parco nazionale delle Colline Metallifere grossetane, insieme ai comuni di Follonica, Gavorrano, Monterotondo Marittimo, Montieri, Roccastrada e Scarlino.[15] Le cosiddette "porte del parco", punti di ingresso ideale all'interno del territorio, con centro d'accoglienza e info-point per l'organizzazione di itinerari o visite guidate, sono ubicate presso il Museo archeologico in piazza Garibaldi, presso il Museo della miniera in via Corridoni, e presso il Museo di arte e storia delle miniere in piazza Matteotti.[16]

Sono qui elencati i siti minerari di competenza del parco: la Castellaccia, il castello di Rocchette Pannocchieschi, Fenice Capanne, le ferriere di Valpiana, la ferrovia, strada carbonifera e miniera di lignite di Montebamboli, le fonti della Bufalona, il Palazzo dell'Abbondanza, i forni dell'Accesa, i forni di Marsiliana, le mura di Massa, la miniera di Niccioleta, il Molinpresso, il mulino di Botrona a Valpiana, il Museo della miniera, il Museo di arte e storia delle miniere, Niccioleta, il Palazzo dei Ministri di Valpiana, Poggio Castiglione, il pozzo La Pesta, Prata, Rialla, Serrabottini, la sorgente Aronne, la stazione ferroviaria di Ghirlanda, Tatti, la valle dello Stregaio.[17]

Media Modifica

Stampa Modifica

Cinema Modifica

Sale cinematografiche

Attualmente non sono più presenti cinema a Massa Marittima. Di seguito quelli ormai non più attivi:

Film girati o ambientati a Massa Marittima
  • La visione del sabba (1988) di Marco Bellocchio.
  • Graffio di tigre (2007) di Alfredo Peyretti.

Internet Modifica

La città di Massa Marittima dispone di due punti di accesso al servizio internet gratuito provinciale Maremma wi-fi: uno in piazza Garibaldi, l'altro presso il Palazzo dell'Abbondanza.[18]

Geografia antropica Modifica

Suddivisioni storiche Modifica

  • Terziere di Città Vecchia, parte antica della città, qui si trova la piazza principale con la cattedrale, il corso, la sede del Comune ed i principali edifici altomedievali. I suoi colori sono il bianco e il nero.
  • Terziere di Borgo, terziere storicamente popolato da artigiani e abitanti della piccola borghesia, si snoda tra vicoli e stradelli lungo la tortuosa via Parenti. I suoi colori sono il giallo e il blu.
  • Terziere di Città Nuova, parte alta del centro storico, fu iniziato ad essere costruito quando Massa divenne libero comune ed è caratterizzato dalla presenza di numerose chiese, dalla fortezza dei senesi e dalla Torre del Candeliere. I suoi colori sono il bianco e il rosso.

Oltre a queste suddivisioni del centro storico, riconosciute dalla comunità e regolamentate dall'associazione dei terzieri massetani, esistono aree urbane successive, nate dalla fine dell'Ottocento in poi, tra cui si ricordano la zona del Poggio e quella della Camilletta.

Frazioni Modifica

  • Ghirlanda, situata sulla strada provinciale 151, unica via di comunicazione tra Ribolla e il centro massetano, ha come elementi di spicco la ex stazione ferroviaria che collegava Massa Marittima e Follonica. Un tempo qui sorgeva il più vasto padule della piana massetana.
  • Niccioleta, piccolo agglomerato nato come villaggio minerario, cessò l'attività tra il 1992 e il 1994. Qui si consumò l'efferato eccidio degli ottantatré operai avvenuto nel giugno del 1944.
  • Prata, borgo medievale situato a nord-est di Massa Marittima, dominato dall'antico cassero con le due torri.
  • Tatti, borgo medievale situato a sud-est di Massa Marittima, conserva la rocca aldobrandesca, le antiche mura in pietra e alcuni edifici religiosi di origini medievali.
  • Valpiana, piccolo centro situato a metà strada tra Massa e la costa tirrenica, nacque nel XIV secolo come polo metallurgico di lavorazione del ferro proveniente dall'isola d'Elba.

Altre località del territorio Modifica

Oltre alle frazioni principali, vi sono altre sette località che invece, secondo lo statuto, hanno il titolo di borgata.[19]

  • Accesa, piccolo centro abitato situato nelle vicinanze del Lago dell'Accesa, vi si trovano i Forni dell'Accesa, resti degli altiforni che testimoniano la passata attività siderurgica legata all'industria estrattiva.
  • Capanne, piccolo centro situato tra le colline lungo la strada che collega Massa Marittima con il Lago dell'Accesa.
  • La Pesta, situata nelle vicinanze del Lago dell'Accesa, qui si trovano numerosi resti archeologici risalenti alla civiltà etrusca, con un insediamento abitativo e numerose tombe.
  • Cura Nuova, situata sulla strada statale 439 Sarzanese-Valdera, a metà strada tra Massa Marittima e Follonica, è un minuscolo centro abitato, in cui sono presenti prevalentemente agriturismi e ristoranti.
  • Marsiliana, piccola località situata ad ovest di Massa Marittima dove sono stati rinvenuti i resti del castello della Marsiliana. Si trova all'interno dell Riserva naturale Marsiliana.
  • Montebamboli, situata tra le colline a nord-ovest di Massa Marittima, è nota per i banchi di lignite, posti lungo il torrente Riotorto, e coltivati dal 1839, anno in cui furono scoperti, fino al 1921. Nel 1871 vennero rinvenuti i primi resti fossili di una specie fino ad allora sconosciuta, cui venne dato il nome di Oreopiteco di Montebamboli (Oreopithecus bambolii).
  • Perolla, situata ad est del centro comunale in direzione di Ribolla, si tratta di un piccolo borgo dove sono stati rinvenuti i resti del medievale castello di Perolla, appartenuto ai Pannocchieschi.

Altre località minori sono Castellaccia, Fenice, Massa Vecchia, Montepozzali, Pian dei Mucini, Rialla, Serrabottini e Vetreta.

Infrastrutture e trasporti Modifica

Strade Modifica

Stazioni ferroviarie Modifica

Il comune di Massa Marittima era dotato di una ferrovia che collegava la città con Follonica, realizzata nel 1902, con trazione a vapore che effettuava sia servizio viaggiatori locale che servizio merci, soprattutto trasporto del minerale proveniente dalla miniera di Val d'Aspra. Nel giugno 1944, in seguito ad un bombardamento, la ferrovia fu chiusa e dismessa definitivamente nel 1967.

Le stazioni ferroviarie del comune di Massa Marittima poste lungo il tragitto erano: la stazione di Massa Marittima (capolinea nord situata nella frazione di Ghirlanda), la stazione di Schiantapetto, la stazione di Poggio Guardino, la stazione di Valpiana e la stazione di Cura Nuova (da cui partiva una diramazione per Roma).[20]

Amministrazione Modifica

Dati generali Modifica

  • Sindaco: Lidia Bai (2° mandato)
  • Sede: Piazza Garibaldi 10/12 - 58024 Massa Marittima (GR)
  • Telefono: 0566913711 - Fax: 0566902052

Amministrazioni precedenti Modifica

  • Ivo Carboncini (1944)
  • Vittorio Rossetti (1945)
  • Franco Sanguineti (1946)
  • Riccardo Fiorini (1946-1947)
  • Gino Mario Pimpinelli (1948-1951)
  • Ferdinando Stefanelli (1952-1965)
  • Rizzago Radi (1965-1978)
  • Renato Bolognini (1978-1995)
  • Luca Sani (1995-2004)
  • Lidia Bai (2004-in carica)

Sport Modifica

La principale società sportiva della città è la Società Sportiva Massetana Calcio, fondata il 4 ottobre 1908, che oggi milita in terza categoria. Oltre alla storica squadra, in città è presente anche la AGD Massa Marittima, nata nel luglio 2011, attualmente non attiva nei campionati provinciali. Presso la frazione di Valpiana ha sede invece il Gruppo Sportivo Valpiana 1986, compagine di seconda categoria.

Note Modifica

  1. 31 gennaio 2013, ISTAT
  2. Per anni è stato creduto che Poggio Castiglione a Massa Marittima fosse il luogo dove anticamente sorgeva la città etrusca di Vetulonia e anche dopo le scoperte di Isidoro Falchi presso la Colonna di Buriano nel 1880, che confermarono definitivamente l'ubicazione della scomparsa città a Castiglione della Pescaia, ci fu chi sosteneva che Vetulonia fosse da ricondurre a Massa. Scoppiarono aspre polemiche che durarono anni: per una panoramica sintetica e puntuale sulla polemica vetuloniese a Massa Marittima vedere le pagine da 171 a 212 della monografia del Petrocchi, Massa Marittima. Arte e storia, Venturi, Firenze, 1900.
  3. «Natus apud Tuscos in Massa Veternensi, patre Constantio Constantini fratre imperatoris, matreque Galla sorore Rufini et Cerealis, quos trabeae consulares nobilitarunt et praefecturae», Ammiano Marcellino, Res Gestae Libri XXXIII, Liber XIV, 11, 27.
  4. Massimo Sozzi, L'Agontano di Massa di Maremma, in: Atti del convegno "L'Agontano. Una moneta d'argento per l'Italia medievale" a cura di Lucia Travaini, Trevi 11-12 ottobre 2001, Perugia, Centro Stampa della Regione Umbria, 2003, pp. 111-140.
  5. Perolla sul Dizionario Geografico Fisico Storico della Toscana.
  6. Giampiero Caglianone, Garibaldi: storia di un monumento. Aspetti massetani di vita politica e di costume di fine '800, I Quaderni del Centro Studi n. 2, Centro Studi Storici “A. Gabrielli”, Massa Marittima, 1993.
  7. L'Area archeologica del lago dell'Accesa sul sito Parco degli Etruschi.
  8. Poggio Castiglione sul sito Parco degli Etruschi.
  9. Il balestro del Girifalco sul sito del Comune.
  10. La festa di San Cerbone sul sito del Comune.
  11. La festa di Santa Barbara sul sito del Comune.
  12. La Madonna del Canale sul sito del Comune.
  13. La fiera di Ghirlanda sul sito del Comune.
  14. I canti del maggio sul sito del Comune.
  15. Sito ufficiale del Parco nazionale delle Colline Metallifere grossetane.
  16. Le porte del parco del Parco nazionale delle Colline Metallifere.
  17. I siti minerari del Parco nazionale delle Colline Metallifere.
  18. Maremma WiFi, Portale della Provincia di Grosseto.
  19. Statuto del comune di Massa Marittima, Art.2
  20. Neri Maurizio, Dalle Colline metallifere al mare: la ferrovia Massa Marittima-Follonica porto, Editrice Calosci, Cortona, 1987.

Bibliografia Modifica

  • Mariagrazia Celuzza, Guida alla Maremma antica. Da Vulci a Populonia, dal monte Argentario al monte Amiata, Nuova Immagine, Siena, 1993.
  • Roberto Farinelli, Riccardo Francovich, Guida alla Maremma medievale. Itinerari di archeologia nella provincia di Grosseto, Nuova Immagine, Siena, 2000.
  • Enrico Lombardi, Massa Marittima e il suo territorio nella storia e nell'arte, Edizioni Cantagalli, Siena, 1985.
  • Istoria dell'antica città di Massa distrutta. Cronaca massetana del XVII secolo, a cura di Massimo Sozzi, Coll. "Memorie del Centro Studi Storici A. Gabrielli" n. 16, Laurum Editrice, Pitigliano, 2011.
  • Luigi Petrocchi, Massa Marittima. Arte e storia, Venturi, Firenze, 1900.
  • Bruno Santi, "Massa Marittima", in Guida storico-artistica alla Maremma. Itinerari culturali nella provincia di Grosseto, Nuova Immagine, Siena, 1995.
  • Pietro Torriti, Massa Marittima. Nuova guida pratica, Bonechi Edizioni "Il Turismo", Sesto Fiorentino, 2010.

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