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Gavorrano

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Gavorrano
comune
Gavorrano veduta.jpg
Veduta aerea

Altitudine

273 m s.l.m.

Superficie

164,03 km²

Abitanti

8.615 (31-1-2013)

Nome abitanti

gavorranesi

Coordinate

42°55′30″N 10°54′30″E

Codice postale

58023

Prefisso telefonico

0566

Gavorrano è un comune di 8.615 abitanti[1] della provincia di Grosseto.

Geografia fisica Modifica

Territorio Modifica

Il territorio comunale si estende tra la pianura della Maremma grossetana, il versante settentrionale del complesso del Monte d'Alma e le prime propaggini dell'entroterra che costituiscono l'estremità sud-orientale delle Colline Metallifere propriamente dette. Confina a nord con il comune di Massa Marittima, a est con il comune di Roccastrada, a sud-est con il comune di Grosseto, a sud con il comune di Castiglione della Pescaia e a ovest con il comune di Scarlino.

L'altitudine varia dai 15 metri s.l.m. che si registrano in località Casa Paduletti alla confluenza del fosso San Giovanni con il fosso Rigiolato, nei pressi di Bagno di Gavorrano, ai 467 metri s.l.m. di Monte Calvo, ai cui piedi settentrionali sorge a 273 metri s.l.m. il centro di Gavorrano.

  • Classificazione sismica: zona 4 (sismicità molto bassa), Ordinanza PCM 3274 del 20/03/2003

Clima Modifica

I 1748 gradi giorno registrati nel centro di Gavorrano consentono in tutto il territorio comunale, incluso in zona D, l'accensione degli impianti di riscaldamento nel periodo 1 novembre-15 aprile per un massimo di 12 ore giornaliere. In base ai dati medi disponibili per il trentennio 1951-1980 per le stazioni meteorologiche situate all'interno del territorio comunale, la temperatura media annua varia dai +14,6 °C di Caldana (197 metri s.l.m.) ai +15,4 °C di Giuncarico-Lupo (14 metri s.l.m.), passando per i +15,2 °C di Castel di Pietra a 56 metri s.l.m.; mentre le precipitazioni medie annue tendono a diminuire allontanandosi dalle colline e scendendo verso la pianura maremmana, variando dagli 887 mm di Castel di Pietra agli 802 mm di Giuncarico-Lupo.

Storia Modifica

Il territorio di Gavorrano risulta essere frequentato già nel periodo etrusco, come testimoniano i resti di varie necropoli rinvenuti in aree pianeggianti ai piedi di Monte Calvo e risalenti al VII secolo a.C. (Poggio Pelliccia, San Germano, Santa Teresa), probabilmente aree sepolcrali di insediamenti oggi scomparsi e dipendenti dalla città-stato di Vetulonia.

Gavorrano è citato per la prima volta in un documento del 1164, quando Federico I concesse al conte Alberto degli Alberti di Mangona di impossessarsi nuovamente del feudo. Il figlio di Alberto IV, Rainaldo Alberti di Mangona, governò Gavorrano fino alla morte, quando poi subentrarono i conti Pannocchieschi d'Elci, a metà del XIII secolo, che sottomisero il borgo prima al Comune di Volterra, e successivamente a quello di Massa Marittima (1320). Durante le lotte tra Massa e Siena, il borgo di Gavorrano finì per essere conquistato dalla città del Palio, anche se per un certo periodo, a partire dal 1379, rimase sotto il controllo della famiglia dei Malavolti. Nel 1465 Gavorrano fu ceduto definitivamente alla Repubblica di Siena e seguì inesorabilmente le sorti dello stato senese, prima di essere annesso al Granducato di Toscana alla metà del XVI secolo.

Dopo secoli di spopolamento e anonimato, Gavorrano impose la sua storia a livelli nazionali dopo l'Unità d'Italia, quando nel 1898 fu scoperto da Francesco Alberti un importante giacimento di pirite nei pressi del paese. Gavorrano divenne centro minerario di assoluta importanza, possedendo una delle miniere di pirite più importanti d'Europa, e conobbe un forte incremento demografico negli anni dell'attività estrattiva, oltre che uno sviluppo urbano non indifferente con la nascita di nuovi moderni paesi (Bagno, Filare, Grilli, Potassa). Nel 1960 il territorio di Scarlino e della costa (Puntone, Portiglioni) si staccò da Gavorrano per formare un comune autonomo. Con la chiusura delle miniere nel 1981, fu registrato un significativo calo della popolazione; tuttavia, grazie alla valorizzazione dei vecchi luoghi d'estrazione e la presenza nel territorio comunale di borghi storici di interesse artistico (Caldana, Giuncarico, Ravi), Gavorrano si è riscoperto in tempi recenti importante località turistica della Maremma grossetana.

Simboli Modifica

Lo stemma di Gavorrano è costituito da uno scudo sannitico di color azzurro su cui è presente una fortezza con due torri, sovrastata da un leone rampante, situata su quattro colline. Lo stemma ha la seguente blasonatura ufficiale: «d'azzurro, alla rocca fiancheggiata da due torri d'argento murate di nero, accompagnate da un leone d'oro nel capo, sulla compagna di quattro monti di verde».[2]

Monumenti e luoghi d'interesse Modifica

Architetture religiose Modifica

  • Chiesa di San Rocco, piccola chiesa sconsacrata situata nei pressi del parco minerario di Gavorrano.
  • Chiesa di San Biagio, chiesa parrocchiale di Caldana, con facciata attribuita all'architetto rinascimentale Antonio da Sangallo il Vecchio.

Architetture civili Modifica

  • Palazzo Comunale, risalente al XVII secolo, ospita la sede dell'amministrazione comunale.
  • Palazzo Bonaiuti, imponente edificio ottocentesco situato in località Palazzo.
  • Diga dei Muracci, doppio sbarramento artificiale in muratura sul fiume Bruna, realizzato in epoca rinascimentale allo scopo di creare un grande lago artificiale destinato alla pesca.

Architetture militari Modifica

  • Mura di Gavorrano: costruite durante il XII secolo durante, nel corso del XIV secolo furono ristrutturate dai senesi con l'edificazione di alcune torri di guardia.
  • Mura di Caldana: costruite in epoca altomedievale a difesa dello storico borgo, si presentano con forma quadrangolare, con la presenza, lungo la cinta muraria, di quattro imponenti bastioni angolari.
  • Mura di Giuncarico: costruite nel corso dell'XI secolo, rimasero intatte senza modificazioni per secoli, fino a che in epoca moderna alcune ristrutturazioni hanno inglobato la struttura muraria a pareti esterne di altri edifici.
  • Castel di Pietra, ruderi di un imponente castello altomedievale, divenuto famoso per essere stato luogo, secondo la tradizione, dell'omicidio della Pia de' Tolomei.

Altro Modifica

Siti archeologici Modifica

Società Modifica

Evoluzione demografica Modifica

Di seguito è riportato il numero degli abitanti di Gavorrano secondo i dati ufficiali dei censimenti dell'ISTAT.

  • 1861: 2706 abitanti
  • 1871: 3171 abitanti
  • 1881: 3639 abitanti
  • 1901: 5097 abitanti
  • 1911: 6127 abitanti
  • 1921: 8469 abitanti
  • 1931: 10305 abitanti
  • 1936: 11066 abitanti
  • 1951: 12974 abitanti
  • 1961: 11740 abitanti
  • 1971: 8478 abitanti
  • 1981: 7828 abitanti
  • 1991: 7951 abitanti
  • 2001: 8193 abitanti
  • 2011: 8660 abitanti

Tradizioni e folclore Modifica

  • Salto della Contessa: rievocazione storica della leggendaria morte della Pia de' Tolomei, celebre personaggio dantesco del quinto canto del Purgatorio, si svolge ogni seconda domenica di agosto. Il giorno si svolge la manifestazione con il corteo in costumi medievali e gli sbandieratori, mentre la sera, dopo cena, la rappresentazione della morte della Pia, gettata dalla torre più alta di Gavorrano. Per l'occasione il borgo è diviso simbolicamente in due contrade: il centro storico, la contrada Pannocchieschi (colori oro e rosso) e la parte urbana moderna, la contrada Tolomei (colori azzurro e argento). Nel 2013 la rappresentazione è giunta alla ventunesima edizione.

Cultura Modifica

Istruzione Modifica

Biblioteche Modifica

La biblioteca comunale di Gavorrano è situata in piazza XXIV maggio, nei pressi del parco-giardino e della caserma dei Carabinieri. La biblioteca è stata istituita negli anni settanta del Novecento: inizialmente ubicata in via delle Scuole, è stata spostata nell'attuale sede nel 1983. Il patrimonio librario stimato è di circa 11.000 volumi.[3]

Musei Modifica

Il comune di Gavorrano dispone di due strutture museali che fanno parte della rete provinciale Musei di Maremma:[4]

Parco nazionale delle Colline Metallifere grossetane Modifica

Il comune di Gavorrano è inserito all'interno del Parco nazionale delle Colline Metallifere grossetane, insieme ai comuni di Follonica, Massa Marittima, Monterotondo Marittimo, Montieri, Roccastrada e Scarlino.[5] Le cosiddette “porte del parco”, punti di ingresso ideali all'interno del territorio, con centro d'accoglienza e info-point per l'organizzazione di itinerari o visite guidate, sono ubicate presso il Parco minerario naturalistico e il centro di documentazione Davide Manni.[6]

Sono qui elencati i siti minerari di competenza del parco: i camerotti di Bagno di Gavorrano, le cave di marmo di Caldana, il cantiere di Potassa, Casteani, Castellaccia, Castel di Pietra, i forni di Gavorrano, la miniera di Ravi Marchi, il pozzo Val Maggiore, il parco minerario naturalistico, il pozzo Impero, il pozzo Roma, Rigoloccio.[7]

Media Modifica

Cinema Modifica

Sale cinematografiche
  • Cinema Roma, situato in via Dogana a Bagno di Gavorrano.
Film girati o ambientati a Gavorrano
  • Pia de' Tolomei (1941) di Esodo Pratelli.
  • La cittadella (1964) di Anton Giulio Majano.
  • Giochi d'estate (2011) di Rolando Colla.

Internet Modifica

Il comune di Gavorrano dispone di più punti di accesso al servizio internet gratuito provinciale Maremma wi-fi: presso la biblioteca comunale, la scuola elementare, la piazza XXV maggio, l'area della stazione a Potassa.[8]

Geografia antropica Modifica

Frazioni Modifica

  • Bagno di Gavorrano, centro principale del comune, in cui sono situati tutti i servizi e la maggior parte della popolazione gavorranese, si tratta di un antica località termale le cui acque si prosciugarono totalmente nel 1955, probabilmente a causa delle attività minerarie nel vicino Monte Calvo. Bagno fu località di confine sulla strada che dalla Repubblica di Siena entrava nel Principato di Piombino.
  • Caldana, borgo medievale sorto prima dell'anno 1000 come possedimento dei vescovi di Roselle, che successivamente lo cedettero ai monaci dell'Abbazia di Sestinga. Originariamente la località era denominata Caldana di Ravi, vista la sua secondaria importanza rispetto al vicino centro. Si tratta del secondo centro più popoloso del comune, dopo Bagno di Gavorrano.
  • Castellaccia, piccolo borgo sviluppatosi intorno alla tenuta della famiglia Benini, è ancora oggi attraversato dalla ferrovia che collegava Ribolla a Giuncarico. La ferrovia è ancora oggi utilizzata per trasportare i carrelli dalla cava di pietrisco della Bartolina, ancora attiva.
  • Filare, frazione situata a metà strada tra il centro di Gavorrano e la località di Bagno, si è sviluppato nel periodo dell'attività estrattiva agli inizi del XX secolo, con la costruzione dei camerotti dei minatori e altri edifici legati all'attività mineraria. Il nome stesso della frazione deriva dalle costruzioni lungo il costone del colle sulla cui cima sorge Gavorrano, poste come in fila una dietro l'altra.
  • Giuncarico, borgo medievale sorto nel corso dell'VIII secolo, presenta numerosi elementi di interesse, come la cinta muraria, le chiese e gli antichi palazzi medievali. Ai piedi del colle su cui è posto, è situata la stazione di Giuncarico, oggi non più utilizzata, seppur non ancora dismessa.
  • Grilli, piccola località situata alle pendici del colle di Giuncarico, lungo la vecchia Aurelia, al crocevia per Potassa, Giuncarico e Vetulonia. Legata all'attività della miniera, si presenta oggi come un tranquillo paese residenziale, dotato dei principali servizi e impianti (campo sportivo, supermercato, chiesa).
  • Potassa, borgata situata a ridosso della ferrovia e della superstrada Aurelia, si è sviluppata nel corso del XX secolo intorno alla stazione ferroviaria e alcuni impianti di smistamento delle miniere di pirite.
  • Ravi, località sorta durante l'alto Medioevo, quasi certamente durante l'VIII secolo, come possedimento dei vescovi di Roselle, e il primo nome doveva essere Ravi di Maremma. La località è legata allo sfruttamento minerario nella località Ravi Marchi. Situata in cima ad una propaggine del Monte Calvo, possiede anche una parte moderna situata lungo la vecchia Aurelia a valle, chiamata Bivio di Ravi.

Altre località del territorio Modifica

Importante anche l'area rurale di Casteani, che raccoglie una serie di casolari, ville, abitazioni e fattorie sparse nelle campagne a nord di Gavorrano, oltre la superstrada Aurelia.

Tra le altre località rurali si ricordano: Basse di Caldana, Bivio di Caldana, Castel di Pietra, Collacchia, Finoria, Fonte Brizzi, I Forni, La Bruna, La Merlina-San Giuseppe, Pelagone, Rigoloccio, Santa Teresa, Valpazza.

Infrastrutture e trasporti Modifica

Strade Modifica

  • Strada statale 1 Via Aurelia, grande via di comunicazione che collega Ventimiglia a nord con Roma a sud, costituisce un tratto della strada europea E80. Per buona parte è autostrada A12, ma non è il caso del tratto da Rosignano Marittimo a Tarquinia, dove ha la funzione di superstrada. Il comune di Gavorrano è servito da tre svincoli su questa superstrada: lo svincolo di Gavorrano, lo svincolo di Gavorrano Scalo (Potassa) e lo svincolo di Giuncarico.
  • Strada provinciale 152 Vecchia Aurelia, vecchio tragitto dell'Aurelia prima della costruzione della superstrada, attraversa numerosi centri del territorio gavorranese: da nord verso sud, Bagno di Gavorrano, Potassa, bivio per Ravi, bivio per Caldana, Grilli, bivio per Giuncarico.

Stazioni ferroviarie Modifica

  • Stazione di Gavorrano, stazione ferroviaria della linea Tirrenica Livorno-Grosseto-Roma, è situata a Potassa, ed è classificata nella categoria Bronze di RFI.
  • Stazione di Giuncarico, stazione ferroviaria della linea Tirrenica Livorno-Grosseto-Roma, è situata alle pendici del colle di Giuncarico. Attualmente non è più in attività. Fino al 1959 la stazione è stata anche il capolinea sud della linea ferroviaria Giuncarico-Ribolla, poi dismessa in seguito alla cessazione delle attività estrattive delle miniere. Rimangono tuttavia i vecchi binari utilizzati oggi da RFI per i carrelli della cava di pietrisco della Bartolina, presso la frazione di Castellaccia.

Amministrazione Modifica

Dati generali Modifica

  • Sindaco: Elisabetta Iacomelli (1° mandato)
  • Sede: Piazza Bruno Buozzi, 16 - 58023 Gavorrano (GR)
  • Telefono: 0566 843111 - Fax: 0566 843252

Amministrazioni precedenti Modifica

  • Alessandro Fabbrizzi (1999-2009) – centrosinistra
  • Massimo Borghi (2009-2010) – centrosinistra
  • Vincenza Filippi4 (2010-2011)
  • Massimo Borghi (2011-2012) – centrosinistra
  • Elisabetta Iacomelli5 (2012-2013)
  • Elisabetta Iacomelli (2013-in carica) – centrosinistra

Sport Modifica

A Gavorrano ha sede la squadra di calcio Unione Sportiva Gavorrano, fondata nel 1930 per volontà dell'azienda Montecatini. Nel 2007 vince il campionato di Eccellenza e per la prima volta nella sua storia approda in serie D. Nel 2010 raggiunge uno storico traguardo, si impone primo nel girone E e viene promosso in Lega Pro Seconda Divisione a una giornata dal termine del campionato. Le partite casalinghe sono giocate allo Stadio Romeo Malservisi – Mario Matteini, situato a Bagno di Gavorrano, inaugurato il 18 giugno 1967 e ristrutturato nel 2010 in seguito alla promozione del Gavorrano in Lega Pro.

Un'altra squadra del territorio è l'Unione Sportiva Caldana, che attualmente milita nel campionato di prima categoria.

Note Modifica

  1. 31 gennaio 2013, ISTAT
  2. Concessione stemma con D.C.G. del 21 feb 1933.
  3. La biblioteca comunale di Gavorrano sul sito del Sistema bibliotecario provinciale grossetano.
  4. La sezione Colline metallifere sul sito di Musei di Maremma.
  5. Sito ufficiale del Parco nazionale delle Colline Metallifere grossetane.
  6. Le porte del parco del Parco nazionale delle Colline Metallifere.
  7. I siti minerari del Parco nazionale delle Colline Metallifere.
  8. Maremma WiFi, Portale della Provincia di Grosseto.

Bibliografia Modifica

  • Roberto Farinelli, Riccardo Francovich, Guida alla Maremma medievale. Itinerari di archeologia nella provincia di Grosseto, Nuova Immagine, Siena, 2000.
  • Loriano Salvucci, Il castello di Gavorrano. Sette secoli di storia (sec. X – XVI), Editrice Leopoldo II, Follonica, 2004.
  • Bruno Santi, Guida storico-artistica alla Maremma. Itinerari culturali nella provincia di Grosseto, Nuova Immagine, Siena, 1995.
  • Piero Simonetti, La miniera di Gavorrano: la sua storia attraverso i fatti, personaggi e drammi umani, Il mio amico, Roccastrada, 1998.

Collegamenti esterni Modifica

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