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Davide Lazzaretti

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Davide Lazzaretti

Davide Lazzaretti, anche Lazzeretti, detto David (Arcidosso, 6 novembre 1834 – Bagnore, 18 agosto 1878) è stato un predicatore arcidossino.

Operò nella Toscana del XIX secolo, particolarmente nella zona del Monte Amiata. Per il suo visionarismo e per la sua tragica fine, è stato chiamato il Cristo dell'Amiata (o profeta dell'Amiata). Al suo nome è legato quello del cosiddetto Giurisdavidismo (o Chiesa giurisdavidica).

Biografia Modifica

Davide Lazzaretti nacque ad Arcidosso, nel terziere di Codaccio presso la porta dell'Orologio, da Giuseppe Lazzaretti e Fausta Biagioli, una povera famiglia contadina. Ebbe però una buona educazione nella lettura e nella scrittura grazie agli insegnamenti del parroco, tanto che nel 1847 il Lazzaretti espresse l'intenzione di prendere i voti, scelta però non condivisa dal padre, il quale piuttosto lo avviò al mestiere di barrocciaio. Il 25 aprile 1848, mentre si trovava al lavoro in località Macchiapeschi, nei dintorni di Cana, con il compito di caricare di legna due giumente, ebbe la sua prima visione: un vecchio frate, apparso nel folto dei castagni, gli si avvicinò dicendogli: «la tua vita è un mistero».

Tuttavia, il Lazzaretti continuò a praticare il suo mestiere di barrocciaio, trasportando terra gialla fino a Grosseto, Siena e Roma, e nel 1856 sposò, alla chiesa di San Leonardo di Arcidosso, Carolina Minucci, dalla quale ebbe cinque figli. Nel 1859 si arruolò volontario nella cavalleria del generale Cialdini dell'esercito piemontese, partecipando alla battaglia di Castelfidardo il 18 settembre 1860.

Il 25 aprile del 1868, esattamente venti anni dopo la prima visione, Davide Lazzaretti ebbe un nuovo sogno in cui vide nuovamente il vecchio frate che gli annunciò di una grande missione da compiere, che egli avrebbe dovuto esporre al papa, per poi condurre una vita di eremitaggio e di predicazione. Fallito però l'incontro con papa Pio IX, il Lazzaretti si ritirò nel vecchio eremo di Sant'Angelo, presso Montorio Romano, dove rimase per quarantasette giorni in preghiera ed astinenza, murato all'interno e sfamato con un tocco di pane al giorno fornitogli da fra' Ignazio Mikus di Scandriglia attraverso una fessura. Qui ebbe numerose visioni, sogni premonitori e, soprattutto, ricevette dal misterioso vecchio, rivelatosi essere San Pietro, il marchio simbolo della futura Chiesa giurisdavidica: due C rovesciate con la croce nel mezzo, a significare la prima e la seconda venuta di Cristo.

Dopo un soggiorno presso l'isola di Montecristo, il Lazzaretti ritornò ad Arcidosso, dove tra il 1870 e il 1872 raccolse numerosi adepti e discepoli e fondò i tre istituti religiosi: la Santa lega, detta anche Fratellanza cristiana (1870), con finalità assistenziali; l'Istituto degli eremiti penitenzieri e penitenti (1871), organizzazione strettamente religiosa, impregnata dello spirito millenaristico e messianico; e la Società delle famiglie cristiane (1872), la più importante delle istituzioni dal punto di vista sociale, tendente a costruire una comunità in cui i suoi aderenti lavorassero e mettessero in comune i loro beni secondo lo spirito originario primitivo delle chiese cristiane. Gli istituti costituivano un tentativo di anticipare aspetti di un'ampia visione escatologica, nell'adempimento delle volontà divine (le tre istituzioni rappresentano simbolicamente le tre virtù teologali: rispettivamente carità, fede e speranza) che avrebbe portato all'inizio ad un'età nuova.

In questi anni furono realizzati gli edifici religiosi della comunità sul Monte Labbro, ribattezzato Labaro: la torre, la cui costruzione fu iniziata nel luglio 1869 e terminò nell'agosto 1870; la chiesetta, consacrata nel 1872; e l'eremo, completato nel 1875.

Non mancarono però tentativi di sabotaggio da parte delle istituzioni statali, che vedevano nel movimento davidiano un pericoloso elemento di disturbo, soprattutto in un periodo politicamente delicato come quello dell'Italia post-unitaria. Davide Lazzaretti venne arrestato nel 1971 per truffa e condotto al carcere di Scansano, poi scagionato e rilasciato con l'aiuto dell'avvocato Giovanni Salvi.

Dopo essersi ritirato in preghiera alla Certosa di Trisulti, presso Frosinone (1873), decise di recarsi in Francia; durante il tragitto, ebbe un incontro a Torino con don Giovanni Bosco, con il quale rimase in buoni rapporti. In Francia, presso la Certosa di Grenoble, scrisse in francese Le livre des fleurs célestes, nel quale annunciava l'avvento dello Spirito Santo che avrebbe cambiato il mondo dando inizio ad una nuova era. Tornato in Italia, fu arrestato e condotto a Rieti, dove fu processato per truffa e vagabondaggio, e infine a Perugia, per il processo d'appello. L'anno successivo, con l'aiuto degli avvocati Pasquale Stanislao Mancini, Giovanni Salvi e Francesco Ceci, venne pienamente assolto.

Il 29 settembre 1875 fu celebrata la prima messa ufficiale sul Monte Labbro.

Nel 1878, Davide fu chiamato a presentarsi a Roma presso il Santo Uffizio: la Chiesa cattolica, messa in allarme per l'accrescimento del movimento che minava le basi della gerarchia ecclesiastica, nel marzo 1878 condannò Lazzaretti come eretico, lo scomunicò e mise all'Indice i suoi scritti. Il Lazzaretti, al contrario, proseguì la sua attività e si proclamò Cristo Duce e Giudice, innalzando sulla torre del Monte Labbro un drappo rosso con su scritto: «La Repubblica è il Regno di Dio».

Il 18 agosto 1878, durante una processione dal Monte Labbro ad Arcidosso, una schiera di carabinieri ordinò al Lazzaretti e i suoi seguaci di fermarsi. Al rifiuto del predicatore, il delegato di pubblica sicurezza De Luca ordinò il fuoco; mancato al primo colpo, un carabiniere, bestemmiando la Madonna, fece di nuovo fuoco e colpì Davide di striscio alla fronte. La folla di arcidossini presenti alla processione si ribellò contro i carabinieri e nello scontro a fuoco persero la vita tre astanti, estranei alla vicenda. Il corpo del Lazzaretti morente fu trasportato prima in località Croce di Cansacchi, fuori dal paese, dove i suoi seguaci lo fecero visitare da un medico, il quale dovette però venire da Santa Fiora, poiché i medici di Arcidosso non vollero visitarlo; dopodiché fu spostato alle Bagnore, un villaggio nei pressi di Santa Fiora, dove spirò. I suoi seguaci furono arrestati e condotti nei carceri di Arcidosso, Scansano e Santa Fiora, poi raccolti nella prigione di Grosseto. Il 9 novembre 1879 la Corte d'assise di Siena assolse pienamente i giurisdavidici.

David Lazzaretti è oggi sepolto nel cimitero di Santa Fiora.

Opere Modifica

  • Il risveglio dei popoli: preghiere, profezie, sentenze, 1870
  • Sogni e visioni, 1871
  • Avviso profetico alle nazioni e ai monarchi d'Europa, 1871
  • Le livre des fleurs célestes, 1876
    • Il libro dei Celesti Fiori, 1950, edizione in italiano
  • Manifeste de David Lazzaretti aux peuples et aux princes chrétiens, 1876
  • La mia lotta con Dio ossia Il libro dei Sette Sigilli, 1877
  • Rivelazioni, postumo, 1881
  • Ultimi scritti: i 29 editti, postumo, 1921

Bibliografia Modifica

  • Filippo Imperiuzzi, Storia di Davide Lazzaretti, profeta di Arcidosso, Siena, Tipografia Nuova, 1905.
  • Alfio Cavoli, Il Cristo della povera gente. Vita di Davide Lazzaretti da Arcidosso, introduzione di Ernesto Balducci, Siena, Nuova immagine, 1989.
  • Alessandro Hellmann, David Lazzaretti. Vita, morte e miracoli di un figlio di Dio, Nuovi Equilibri/Stampa Alternativa, collana Eretica, Viterbo, 2013.

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