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La Colonia montanina fascista è un edificio situato ad Arcidosso.

Realizzata dall'Opera Nazionale Balilla negli anni venti del XX secolo all'interno della Casa di Annetta, sulla collina di Montoto nei pressi di San Lorenzo, fu ampliata tra il 1934 e il 1937 per volere della Croce Rossa che qui realizzò la grande struttura del Preventorio in calcestruzzo armato e trachite.

Durante la guerra vi furono allestiti un'infermeria e l'ospedale militare, per poi venire chiusa alla fine del conflitto, anche se due aule continuarono ad essere occupate dai bambini di San Lorenzo e del Pino che non potevano andare a studiare in paese. Ritornò operativa dal 1951 e l'inaugurazione ufficiale si tenne nel 1957 alla presenza del direttore della Croce Rossa di Roma e di donna Carla, moglie del presidente Gronchi. L'attività del preventorio, particolarmente attiva durante l'estate, cessò definitivamente nel 1965.

Divenuta proprietà della Regione Toscana nel 1972, ha ospitato il centro di formazione professionale e il polo formativo di Arcidosso. Dal 1982, dopo un lavoro di ristrutturazione, è sede della Unione dei Comuni Montani Amiata Grossetana.[1]

Note Modifica

  1. Agostino Morganti, La storia, il paese, la gente. Arcidosso ed il suo territorio nelle cartoline degli anni 1900/1960, Edizioni Effigi, Arcidosso, 2006, pp. 130-132.

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