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Biblioteca Chelliana

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La Biblioteca Comunale Chelliana è la principale biblioteca pubblica di Grosseto.

StoriaModifica

La nascita della biblioteca (1860-1923)Modifica

L’istituzione di una biblioteca pubblica nella città di Grosseto si deve alla passione culturale ed alla intraprendenza politica del canonico Giovanni Chelli, nato a Siena nel 1809 e ordinato sacerdote nel 1840.

Il 30 dicembre 1858, Giovanni Chelli presenta un'istanza al Capitolo della Cattedrale, richiedendo l'istituzione di una biblioteca pubblica. Nelle intenzioni del sacerdote, che da tempo stava raccogliendo anche alcuni oggetti archeologici, molti dei quali accomunati dai soli criteri di preziosità e rarità, c'era quella di dare alla città di Grosseto un'opportunità culturale. Fino a quel momento la sola istituzione che animasse la vita della cittadina era la Confraternita della Misericordia, dedita peraltro ad attività filantropiche. Per realizzare quello che era nelle sue intenzioni un reale dono alla cittadinanza, il canonico incorse nell'ostracismo della Chiesa, che arrivò ad imporgli il divieto d'espressione nei pubblici salotti, tanto in voga all'epoca. Nonostante l'ostilità riscontrata, durante questo periodo, che potremmo definire embrionale, gli oggetti e i libri, che condividevano lo stesso spazio fisico, furono ospitati in tre locali del Palazzo Vescovile per i quali il sacerdote era riuscito ad ottenere la concessione dal Capitolo e così la prima biblioteca a Grosseto, non disgiunta dal Museo civico archeologico viene inaugurata il 1 marzo 1860. Per meglio comprendere il clima di arretratezza economica e sociale in cui il progetto di una pubblica biblioteca si stava inserendo, basti pensare che la città di Grosseto, che era limitata al solo nucleo urbano entro le mura medicee, era disabitata per sei mesi l'anno. Durante i mesi più caldi infatti, tutti gli uffici pubblici si trasferivano in montagna per l'estatatura, date le condizioni geografiche e climatiche proibitive che portavano la malaria a mietere le sue vittime. Già dal 1867 però il problema della collocazione definitiva delle due istituzioni comincia ad essere pressante, tanto da portare alla divisione dei libri dai reperti archeologici. I primi verranno ospitati in due sale di Casa Ponticelli, mentre il museo viene spostato nel chiostro dell'adiacente chiesa di San Francesco. Chelli muore nell'ottobre del 1869, non prima però di esprimere un'ultima richiesta: il trasferimento della biblioteca in via Mazzini presso la barriera. A questa sede verrà destinata nel 1870, nuovamente riunita con il Museo civico. L'anno precedente mediante atto notarile intervivos questa viene donata dal canonico al Comune di Grosseto, che decise di intitolarla al suo fondatore. Nonostante la difficoltà che si riscontra nella ricostruzione delle sistemazioni successive a questa data, sappiamo che nel 1871 entrambe le istituzioni vengono trasferite nel Municipio, inaugurato appena un anno prima. Probabilmente in seguito gli edifici ospitanti sono stati: il Palazzo del tribunale e il Palazzo Aldobrandeschi, fino a giungere, nel 1923 alla sede che avrebbe dovuto essere quella definitiva: Palazzo Mensini, sede già del Regio ginnasio e liceo Carducci-Ricasoli sito in via Mazzini. Dal 1955 la separazione tra Museo civico e Biblioteca diviene definitiva.

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Palazzo Mensini, sede storica della Chelliana dal 1923 al 1994

Negli anni vari direttori si sono succeduti. Tra questi importante nel 1923 monsignor Antonio Cappelli, che consente una crecita esponenziale grazie ad una serie di acquisti e donazioni. Nel 1939 lo sostituisce Maria Emilia Broli, che porta avanti un progetto di modernizzazione delle procedure ed una corretta archiviazione realizzata mediante inventari, cataloghi e una migliore tenuta di registri. Si deve a lei la politica di tutela e conservazione del patrimonio antico in quegli anni. La Broli infatti, provvede a decentrare le opere di maggior pregio nella vicina Istia d'Ombrone dando le stesse in custodia a don Omero Mugnaini.

Il bombardamento e la prima alluvione (1943-1944)Modifica

Negli anni a cavallo della seconda guerra mondiale varie vicissitudini coinvolgono le sorti della Biblioteca. Il 29 novembre 1943 Palazzo Mensini viene danneggiato da un bombardamento che ha come conseguenza quella di lasciare la biblioteca incustodita ed esposta a continui saccheggi. I libri che sopravvivono al disastro sono ulteriormente danneggiati da una devastante alluvione, che colpisce il capoluogo maremmano nel 1944.

Luciano Bianciardi e la seconda alluvione del 1966Modifica

In quel periodo i libri erano conservati nello scantinato della Scuola Industriale in Piazza De' Maria dove, nel 1948 e nel 1949 Luciano Bianciardi armato di uno spazzolino di penne di struzzo inizia la sua opera di liberazione dei libri dal fango. Ed è così che lo scrittore maremmano intraprende, inizialmente senza percepire nessun compenso, l'opera di riordino della Biblioteca Chelliana. Nominato direttore reggente, sotto la sua egida, negli anni cinquanta la Chelliana sviluppa una forte ripresa organizzativa e intellettuale, e diventa un punto di riferimento centrale nella vita sociale e culturale dei grossetani. L'inaugurazione ufficiale è del 6 luglio 1952. La biblioteca possiede 20.000 volumi. L'intera attività del Bianciardi è portata avanti con il solo aiuto di un custode. Nel suo intento è fermo il proposito di unire il profilo storico delle raccolte della biblioteca, che viene mantenuto, ad un'opera di aggiornamento ed incrementamento, volta ad incontrare il nuovo pubblico e a proporre l'istituzione come utile strumento di sapere contemporaneo. A partire dagli anni cinquanta Luciano Bianciardi nel suo lavoro di riordino della Biblioteca è coadiuvato da Aladino Vitali. Durante questi anni di proficua collaborazione, e più precisamente nel 1951, prende avvio il progetto del bibliobus, ideato dal Segretario comunale Rino Gracili e fortemente spinto dall'Amministrazione dell'epoca. Nelle opinioni di Vitali, che diverrà direttore alla fine del 1954, in seguito alla parentesi di Vladimiro Lenzi che ricopre quest'incarico nel periodo che va dall'aprile del 1954 al dicembre dello stesso anno, quest'esperienza è da considerarsi più demagogica che culturale, ciononostante, l'importanza e la carica culturale dell'idea sono innegabili. Un aspetto altrettanto anticipatore per quegli anni è la realizzazione di un servizio come quello del prestito interbibliotecario, messo in opera da Vitali per venire incontro agli studenti universitari. La sua direzione, che si è protratta per ben trent'anni, durante i quali una seconda alluvione, quella del 1966 provoca danni enormi al patrimonio della biblioteca, tamponati dalla buona volontà dei volontari grossetani, si è caratterizzata per una forte vocazione conservativa, non disgiunta dalla preoccupazione costante di far fronte con pochi mezzi ad esigenze che con il passare degli annisi facevano via via più impellenti: ampliamento delle raccolte, aggiornamento professionale dei bibliotecari, riordino dei libri e risistemazione fisica degli spazi.

Gli anni Novanta e il decentramentoModifica

A partire dal gennaio del 1990 il direttore della Biblioteca Comunale Chelliana è Valerio Fusi, il quale negli anni precedenti è stato membro della Commissione di gestione della biblioteca, istituita con la Legge Regionale numero 33 del 1976. Sin dal suo insediamento, appare quindi chiara a Fusi quelle che sono la situazione di partenza e le condizioni in cui versa l'istituzione. Quello che vuole realizzare è un servizio strutturato per la comunità di riferimento che si realizza mediante uno svecchiamento delle raccolte che investe in primis il settore scientifico, da lui decisamente implementato. La necessità inderogabile è quella di immettere una massiccia quantità di volumi, che vogliono assecondare la vocazione di biblioteca da intendersi come organismo che cresce, destinata al pubblico. Per fare ciò è necessario abbattere la distanza tra libro e lettore e quindi, almeno per il posseduto più recente, si realizza lo scaffale aperto. Non solo, si dà un'importanza fino a ad allora impensata alla sezione locale, che ospiterà a partire dal 1994 l'Archivio delle tradizioni popolari della Maremma grossetana. Un altro archivio posto in essere nello stesso anno è l'Archivio delle sceneggiature, chiuso nel 1998. Si procede con l'innovazione, intraprendendo la procedura di informatizzazione dei cataloghi, senza trascurare però il patrimonio antico che viene sottoposto ad un lavoro di riordino e catalogazione che porta all'edizione di due cataloghi, uno del 1993 sugli incunaboli e un altro del 1995 sulle edizioni del XV secolo. Ultimo importante momento della direzione Fusi quello del trasloco dalla sede di Via Mazzini, destinato ad un restauro, ai locali dell'ex scuola media Giuseppe Ungaretti avvenuto nel giugno 1994. L'attuale edificio, interdetto all'utenza fino alla primavera del 1995, ha un volume complessivo di 1220 mq ed è collocato nella zona residenziale Nord di Grosseto, nella zona Europa, in Piazza Carlo Cavalieri. Dal 2000 la Biblioteca Comunale Chelliana è centro di rete del Sistema Bibliotecario Grossetano. Nel 2008 sono stati attivati due punti biblioteca presso l'Ospedale della Misericordia e presso l'Ufficio relazioni con il Pubblico del Comune di Grosseto in Corso Carducci.

Il futuroModifica

La fine dei lavori di restauro della struttura di via Mazzini non sono ancora stati ultimati, anche se è stato completato l'esterno e la facciata principale, i magazzini dei libri ed il solaio per il deposito dei libri. Nel 2009 era stato dichiarato che la sede della biblioteca sarebbe stata spostata dall'Europa al palazzo della Gioventù Italiana Littoria, vecchio edificio di architettura fascista situato in una zona centrale della città. Tale idea è stata poi scartata e il palazzo del GIL è stato utilizzato per ospitare il corso d'archeologia dell'Università di Siena. Il sindaco Emilio Bonifazi ha in seguito dichiarato l'intenzione di adibire lo storico palazzo di via Mazzini come sede dell'intero polo universitario e di trasferire la Biblioteca Chelliana in un edificio costruito ex novo alla Cittadella dello Studente, quartiere nel lato Est della città che ospita il polo liceale e diversi istituti superiori.

Patrimonio librarioModifica

Il nucleo originario della Biblioteca Chelliana è costituito dalla raccolta privata del canonico Giovanni Chelli, che donò al Municipio di Grosseto nel 1864, insieme ad alcune donazioni del Vescovo Giovanni Domenico Mensini e di Domenico Pizzetti, Vicario Capitolare della Diocesi di Grosseto. Dopo i bombardamenti della seconda guerra mondiale e le alluvioni del '44 e del '66 fu danneggiato fortemente il patrimonio librario della biblioteca, ma col tempo questa si ripresee fino ad arrivare a possedere numerosi incunaboli e centinaia di cinquecentine, 1.800 seicentine e 2.000 settecentine.

Dal punto di vista storico-scientifico sono da ricordare i tre erbari senesi risalenti al 1765, realizzati sotto le indicazioni del responsabile del Giardino dei Semplici a Siena dal 1759 al 1780, Giuseppe Baldassarri, e restaurati negli ultimi anni presso l'Orto Botanico dell'Università di Pisa.

Nel 2010 la Biblioteca possiede 100.211 volumi, 34 incunaboli e 250 manoscritti.

IncunaboliModifica

Indice degli incunaboli posseduti:

  • Inc. 1 IMITATIO CHRISTI. Imitatio Christi. [Segue:] JOHANNES GERSON, De meditatione cordis. Venezia, [Johann Leoviller], ed. Francesco de’ Madi, 1486.
  • Inc. 2 AUGUSTINUS Aurelius, santo. Sermones ad heremitas. Venezia, Paganino de’ Paganini, 26 V 1487.
  • Inc. 3 JACOBUS de VARAGINE. Sermones quadragesimales; Sermo de passione Christi. Brescia, Angelo e Jacopo britannici, 20 VIII 1483 [1493].
  • Inc. 4 BIBLIA. Biblia [in latino: Precede:] GABRIEL BRUNUS, Tabula. Ed. PETRUSANGELUS De Monet Ulmi. Venezia, Girolamo de Paganini, VII id. sept [7 IX] 1492.
  • Inc. 5 PHALARIS. Epistholae [in latino], trad Franciscus Griffolinus. [Segue:] FRANCISCUS GRIFFOLINUS, Epistola di Francesco Pellato; Disthicon. Sant’Orso, Giovanni da Reno, 1475.
  • Inc. 6 TRATTATO. Trattato de li disamini. [Bologna, Tip. Del Barbatia, 1475].
  • Inc. 6bis FALCONIA. Proba. Centones vergiliani. Brescia, Bernardino Misinta, VIII Kal. Apr. [25 III] 1496.
  • Inc. 7 GHINUCCIS, Andreuccius de. Oratio ad Innocentium VIII pro Repubblica Senensium. [Roma, Johann Schömberger, dopo 30 X 1484].
  • Inc. 8 SENENSIUM Oboedientia publica Alessandro VI praestita. [Roma, Stephan Plannck, dopo 15 X 1492].
  • Inc. 9 CAVALCA, Domenico. Specchio di croce. Firenze, [Bartolomeo de’ Libri, c. 1494].
  • Inc. 10 CLAUDIANUS, Claudius. Carmina malora et publica; Panegyricus dictus Probino et Olybrio consulibus; Carmina minora; De Raptu Proserpinae. [Comprende:] BERNARDINUS SAXOGUIDANUS, Distica Thaddeo Ugoleto. Emendavit Thaddeus Ugoletus. Venezia, Giovanni Tacuino, 6 VI 1495.
  • Inc. 11 IMITATIO CHRISTI. Imitatio Christi. Venezia, Peter Löslein, 1483.
  • Inc. 12 DICTYS Cretensis. Historia troiana. [Segue:] DARES PHRYGIUS, Historia de excidio Troiae. Ed. Francisco Faragonius. Venezia, Cristoforo de' Pensi, kal. Febr. [1 II]; kal Mart. [1 III] 1499.
  • Inc. 13 GREGORIUS Magnus, santo. Dialogi. [Segue:] PAULUS DIACONUS, Vita S. Gregorii. [Tutto in italiano.] Venezia, Andrea Torresani, 20 II 1487.
  • Inc. 14 AUGUSTINUS Aurelius, santo. Opuscola. Venezia, Ottaviano Scoto, V kal. Iun. [28 V] 1483.
  • Inc. 15 FIORE DI VIRTU’. Venezia, Matteo Codecà e Bernardino di Pino, [11 luglio] 1485.
  • Inc. 16 GRATIANUS. Decretum, seu Concordantia discordantium canonum, cum apparatu, Bartholomaei Brixiensis. Venezia, Piero di Piasi, 25 I 1483.
  • Inc. 17 ROLEWINCK, Wernerius. Fasciculus temporum. [Procede:] ERHARDUS RATDOLT, Epistola Nicolao Mocenigo. Venezia, Erhardus Ratdolt, V kal. Iun. [28 V 1484].
  • Inc. 18 OROSIUS, Paulus. Historiae. Castigavit Aeneas Vulpes. [Segue:] BARTOLOMAEUS PAIELLUS, Carmen. [Vicenza], Herman Liechtenstein [1474-1475].
  • Inc. 19 AUGUSTINUS Aurelius, santo. Opuscola. [Precede:] Epistola di Severinus Chalcus. [Segue:] EUSEBIUS CONRADUS, De vita et moribus Sancti Augustini; Vita Sancti Guarini. Parma, Angelo Ugoletti, pr. kal. apr. [31 III] 1491.
  • Inc. 20 LACTANTIUS, Lucius Coelius Firmianus. De divinis institutionibus, De ira Dei; De opificio Dei vel de formatione hominis; De Phoenice Carmen; Epitome divinarum intitutionum. [Seguono:] OVIDIUS, De Phoenice; DANTE ALIGHIERI, Della Fenice; VENANTIUS FORTUNATUS, Carmen de Pascha; Disticha. Ed. Johannes Andreae ep. Areliensis. Venezia, Simone Bevilacqua, 4 IV 1497.
  • Inc. 21 LEO Magnus, santo.Sermones et Epistolae. Ed. Johannes Andrete ep. Areliensis. Venezia, Andrea de’ Socci, V. non. Mart. [3 III] 1485.
  • Inc. 22 PLINIU SECUNDUS, Caius. Historia naturalis [in italiano], trad. Cristoforo Landino. Venezia, Bartolomeo Zani, 12 IX 1489.
  • Inc. 23 MARTIALIS, Marcus Valerius. Epigrammata, comm. Domitius Calderinus. [Con:] DOMINTIUS CALDERINUS, Epistola Johanni Francisco Gonzagae; Versus; Epistola Laurentiu Medici; Vita Martialis; CAIUS CAECILIUS PLINIUS, Epistola ad Cornelium Priscum; M. LUCIDUS PHOSPHORUS, Epigramma. Venezia, Tommaso de’ Blavi e soci, pr. id. iun. [12 VI] 1482.
  • Inc. 24 JUSTINUS, Marcus Junianus. Epitome in Trogi Pompei historias. [Segue:] FLORIUS Epitomererum romanorum. Venezia [Milano, Leonhard Pachel], 4 IV 1494.
  • Inc. 25 ALIGHIERI, Dante. La Commedia, comm. Cristoforo Landino; Credo, Pater Nostro, Ave Maria di Dante. Ed. Piero da Figino. Venezia, Piero Quarenghi, 11 X 1497.
  • Inc. 26 AMBROSIUS, santo. Epistolae; De vocatione; Sermones; Orationes; De sacramentis; De virginibus; De viduis; De cohortatione virginum et dedicatione templi; De institutione virginis; De Helia et ieiunio. [Segue:] GEORGIUS CRIBELLUS, Epigramma. Milano, Leonard Pachel, 18 XII 1490.
  • Inc. 27 JUVENALIS, Decimus Junius. Satyrae, comm. Domitius Calderinus, Georgius Merula, Georgius Valla. [Segue:] DOMITIUS CALDERINUS Defensio adversus Brotheum. Venezia, Simone Bevilacqua, [c. 1496].
  • Inc. 28 MACROBIUS THEODOSIUS, Ambrosius. In Somniom Scipionis Ciceronis expositio; Saturnalia. Venezia, [Giovanni Rosso], 29 VI 1492.
  • Inc. 29 DIODORUS Siculus. Biblioteca [in latino], trad. Poggius Florentinus. Ed. Bartholomaeus Merula. Venezia, Giovanni Tacuino, XII kal. oct. [20 IX] 1496.
  • Inc. 30 APPIANUS Alexandrinus. Historia romana [in latino], trad. Petrus Candidus Decembrius. P. I. Scandiano, Pellegrino Pasquali, IV id. ian. [10 I] «MDCCCCLCXV» [1495].
  • Inc. 31 APPIANUS Alexandrinus. Historia romana [in latino], trad. Petrus Candidus Decembrius. P. II. Reggio Emilia, Francesco Mazzali, 22 X 1494.
  • Inc. 32 BRUNUS Aretinus, Leonardus. Epistolae familiars. Ed. Antonius Moretus e Hyeronimus Squarzaficus. [Venezia, Damiano da Gorgonzola e Piero Quarengi] 15 VI 1495.
  • Inc. 33 FULGENTIUS PLANCIADES, Fabius. Mythologiae, comm. Johannes Baptista Pius; Voces Antiquate cum testimonio. [Seguono:] JOHANNES BAPTISTA PIUS, Carmina elegiaca; Vita Fulgentii. Milano, Ulrich Scinzenzeler, 23 IV 1498.

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